Roberto Mancini sta procedendo con la sua rivoluzione silenziosa del mondo nerazzurro: il restyling in realtà è cominciato 9 mesi fa, ma solo in questi giorni si è potuta ammirare finalmente l’Inter del tecnico jesino, libera dalle scorie dell’era mazzarriana. Sono cinque le mosse con cui Mancini vuole rifare grande l’Inter, andiamo ad analizzarle.

1) RIVOLUZIONE DIFESA – Il passaggio dalla difesa a 5 a quella a 4 è stato più traumatico del previsto: Juan Jesus si è dimostrato troppo distratto per giocare al centro con il nuovo modulo; Ranocchia invece si è riscoperto troppo impaurito e lento per disimpegnarsi in una difesa con un numero inferiore di uomini. Il risultato è stata un’Inter molto propositiva in attacco, ma disastrosa in difesa. Gli arrivi di Miranda e Murillo garantiranno, nelle idee del mister, una rinnovata sicurezza nel reparto. Le grandi squadre si costruiscono sulla difesa, questo Mancini lo sa bene e difatti vi ha posto rimedio.

2) TRAZIONE OFFENSIVA – Se con l’allenatore precedente il motto era “prima non prenderle”, con il ritorno del Mancio l’Inter si è riscoperta grande, almeno nella mentalità. Minimo tre “attaccanti” fissi, dominio territoriale e nel possesso palla, squadra alta e propositiva. I risultati nei primi mesi del 2015 non sono arrivati, ma il lavoro fatto sulla testa dei giocatori tornerà utile nella stagione che è ormai alle porte.

3) RINNOVO ICARDI – “Ma dove vai se il bomber non ce l’hai?” Detto fatto, l’argentino ha rinnovato il suo contratto e ha giurato amore ai colori nerazzurri. Con la cura Mancini, Icardi è diventato un attaccante totale, capace di giocare per la squadra e svariare sul fronte offensivo. Una prima punta moderna, un terminale offensivo fondamentale per la squadra che sta nascendo: l’obiettivo personale è quello di riconfermarsi capocannoniere della serie A, quello collettivo è di trascinare a suon di gol la squadra nei primi tre posti della classifica.

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4) SOLDI FRESCHI –  C’è poco da fare, anche i detrattori più accaniti di Mancini non possono non riconoscergli una qualità incredibile: il tecnico jesino è capace di convincere i propri presidenti a spendere. Così è stato con Moratti e con Al Mubarak (non che abbia dovuto sforzarsi troppo), così è – e qui sta la vera sorpresa – anche con Erick Thohir. Etichettato fino a pochi mesi fa come tirchio e disinteressato, il magnate indonesiano ha, scusate la dialettica milanese, “cacciato il grano”: 35 milioni più bonus per Kondogbia, quasi 25 per la coppia Miranda-Murillo, altri 7/8 per Montoya. Certo, le cifre snocciolate non sono operazioni con soldi cash e immediati, ma fatto sta che prima o poi quei soldi l’Inter li dovrà versare. E non finisce qui, perché Mancini ha chiesto altri due esterni (per un totale di una quarantina di milioni da spendere) e un centrocampista (5/10 milioni di budget). Il totale è presto fatto: la campagna acquisti dell’Inter versione 2015/2016 potrebbe sforare abbondantemente i 100 milioni. Grazie alle magie del ds Piero Ausilio, certo, ma sempre di soldi reali stiamo parlando.

5) KOVACIC REGISTA – E’ la novità del ritiro di Brunico, l’idea che non ti aspetti. Mancini ha deciso: Kovacic potrebbe essere l’Andrea Pirlo nerazzurro. Niente più medianacci a costruire l’azione, l’allenatore ex Manchester City vuole un elemento di qualità per costruire gioco fin dalla propria metà campo. Non sappiamo ancora se quella di mettere Mateo in cabina di regia sarà una mossa azzeccata, ma la scelta denota una volontà di imporre il proprio gioco e far vedere finalmente un bel calcio, cose che da anni non si vedevano dalle parti di Milano.

L’opera del Mancio basterà oppure no? Ai posteri l’ardua sentenza…

Jacopo Gino (@jacopogino)

 

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