“Vogliamo vincere la finale di Champions a Milano, nel 2016”

Con queste parole, Erick Thohir si era presentato ai tifosi interisti nei giorni del suo insediamento, nel novembre di due anni fa. Obiettivo ambizioso, quasi utopistico se osservato col senno di poi, che racconta di un 5° posto strappato con le unghie e con i denti nella prima stagione “interindonesiana“, e di un fallimento totale in quella appena conclusa. Fuori dall’Europa, isolata dal giro che conta e ridimensionata, l’Inter è adesso di fronte a un bivio. Non a caso, proprio nello stesso periodo in cui molti studenti stanno affrontando gli esami, anche la squadra nerazzurra ha l’obbligo di dimostrare la propria maturità.

SOGNO DI INIZIO ESTATE – Cinque anni sono tanti, anche per una tifoseria abituata in passato a decennali digiuni di trofei. La pantagruelica banchettata del maggio 2010 è ormai solo un ricordo, ed è quindi normale che ogni Beneamato Tifoso voglia tornare al più presto in cima alla classifica. Lo Scudetto (qui si può dire, la scaramanzia lasciamola agli altri) è il sogno degli interisti, che con Miranda vedono la difesa finalmente chiusa a dovere, e con Kondogbia i chili giusti per dare peso a un centrocampo troppo leggero. Basteranno? Probabilmente no, e anche se la stagione del mercato è solo iniziata, illudere con false promesse di gloria sarebbe controproducente. A riguardo, basti vedere ciò che è accaduto quest’anno nella capitale, sponda Trigoria.

APPROFONDIMENTI  Enigma Kondogbia: meglio da mediano o da interno sinistro?

REALISMO PRIMAVERILE – Ecco quindi che la strategia dei piccoli passi sembrerebbe essere quella da perseguire per tornare al Top. Arrivare tra le prime tre sarebbe già un successo. Tornare, finalmente, a far parte del grande giro, quello della musichetta tanto orecchiabile e della coppa tanto orecchiuta. Qualificarsi per la Champions deve essere l’imperativo, per far sì che questa sia l’ultima, vera stagione di rinnovamento. Porre le basi per una permanenza in pianta stabile ai piani alti, e tentare poi l’assalto al bersaglio tricolore senza affrettare i tempi. Riabituarsi già a vincere, magari sollevando la Coppa Italia, male non farebbe di certo. Del resto, anche la prima Inter targata Mancini aveva iniziato il proprio lustro magico appuntandosi la coccarda sul petto.

Certo, se poi gli zebrati dovessero accusare una piccola crisi da fine ciclo, meglio essere nel posto giusto di classifica per approfittarne. In fondo, siamo tutti un po’ dei tifosi sognatori, no?

Simone Viscardi

@simojack89

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