Scudetto. Una parola che vale una stagione intera e un oggetto del desiderio che manca nella bacheca nerazzurra da quel magico 2010. Società e giocatori ci credono, lo hanno ripetuto più volte. Non partecipare alle coppe europee e potersi concentrare solo sul campionato è un grosso vantaggio per questa nuova Inter che sta pian piano prendendo forma e che sta aggiungendo nuovi e importanti innesti. Le premesse per una grande stagione ci sono tutte ma non bisogna lasciarsi trascinare troppo dall’entusiasmo. Le ultime stagioni sono state deludenti e sottotono, nonostante anche in passato si puntava forte sul piazzamento dell’Inter almeno tra le prime tre. Con il ritorno del Mancio la sensazione è che stavolta si faccia veramente sul serio e si voglia uscire da quel torpore che ha confinato il club nerazzurro in posizioni non adatte alla sua storia e al suo valore. In poche parole l’Inter non è ancora da scudetto. Ecco i 5 perché.

JUVE PIÙ FORTE. C’è poco da fare. La Juventus è ancora una spanna sopra tutti. È vero, Pirlo, Tevez e Vidal han fatto le valigie, ma la campagna acquisti è stata finora degna di un top club con gli arrivi di Dybala, Mandzukic, Zaza e Khedira, l’imminente arrivo di un trequartista di alta caratura e il consolidamento delle fondamenta costruite da giovani sempre più in crescita come Pogba e Morata, oltre a Marchisio. I bianconeri sono ancora quelli da battere.

INCOGNITA DIFESA. Bisogna poi valutare se i nuovi innesti difensivi riusciranno davvero a far rinascere un reparto che negli ultimi anni si è rivelato a dir poco catastrofico. Murillo e Miranda possono e devono ridare all’Inter quella solidità che l’ha portata sul tetto del mondo, sperando che Ranocchia e JJ si diano una bella svegliata. Proprio la Juve ha dimostrato quanto una solida difesa sia fondamentale, tanto da arrivare in finale di Champions League.

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IDENTITÀ DA TROVARE. La sliding doors di allenatori in queste ultime stagioni, ha fatto perdere alla squadra un elemento fondamentale: l’identità. L’Inter deve ritrovarsi e lo deve fare col gioco e con la coesione tra reparti. Per questo Mancini può essere l’uomo giusto, già capace di far intravedere qualcosa di diverso dalle ultime pallose Inter in questi primi sei mesi della sua seconda vita nerazzurra.

NO SOLDI, NO TOP PLAYER. L’Inter purtroppo è in una situazione economica non solidissima e per fare grandi acquisti ci vogliono tanti soldi. I 35 milioni per Kondogbia, probabilmente, sono stati l’investimento più consistente di questa sessione di mercato, ai quali vanno aggiunti altri 40 qualora si arrivasse a Perisic e uno tra Jovetic e Salah. Di questi tempi, sembra una follia, ma con 80 milioni non ti prendi 3 top player, ma solo buoni giocatori. Speriamo almeno che le scommesse vengano vinte.

MINE VAGANTI. Attenzione poi a Roma, Napoli e Lazio. Il centro-sud l’anno scorso ha mostrato tutta la sua forza, mettendo più volte in difficoltà anche la Juventus. Per ora il mercato delle tre non ha entusiasmato, ma è ancora presto. Un occhio anche a Milan e Fiorentina. Il prossimo campionato ha tutte le premesse per rivelarsi bello e competitivo. Per questo non basterà guardarsi le spalle solo dalla Juve.

Federico Gianquintieri

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