Didier Drogba all’Inter. Solo una suggestione o una concreta possibilità? I tifosi nerazzurri sognano. Perché l’ivoriano è un campione, un professionista vero e un grande attaccante, uno di quelli che parla a suon di gol (più di 300 tra club e nazionale). Le 37 candeline spente a marzo vogliono dire tutto e niente (vedi Luca Toni), ciò che conta è la fame e la voglia di fare bene ovunque. E questo Didier l’ha sempre dimostrato. La standing ovation che i tifosi gli hanno riservato al termine della sua ultima partita al Chelsea è la dimostrazione che l’attaccante non è capace di gonfiare solo la rete, ma anche il cuore dei sostenitori. Vederlo vestire la casacca nerazzurra non sarebbe affatto male, soprattutto per 5 motivi.

SERVE UN VICE-ICARDI. Il terminale offensivo intoccabile è Maurito, su questo non si discute. Ma per far rifiatare l’argentino o per sostituirlo in caso di acciacchi l’Inter non ha alternative: serve quindi una prima punta di riserva. Drogba, che ha 15 anni in più di Icardi, ha ammesso che prenderebbe volentieri in considerazione di fare da sostituto per il giovane bomber, “ascoltando volentieri la proposta del club milanese”.

FABBRICA DI GOL. Ci sono certi giocatori che non smettono mai di segnare anche quando l’età della pensione calcistica è sempre più vicina (basti guardare a Toni, appunto, o Di Natale). Questi giocatori, che non sempre possono garantire la tenuta fisica come una volta, rappresentano comunque un’arma letale e un valore aggiunto in più. Drogba, con oltre 300 gol in carriera, è uno di quelli.

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FAME. Ciò che distingue i campioni veri dagli altri giocatori è la fame, la voglia di far sempre bene e di giocare. Trovare stimoli a 37 anni suonati non è facile e solo con la voglia si può affrontare una nuova avventura quando le primavere sono quasi 40. Lo insegna la storia: quando c’è la motivazione, neanche l’età ti può fermare.

PARAMETRO ZERO. Drogba è attualmente svincolato. Prendere gratis un giocatore disposto a fare il ruolo di vice e col suo curriculum, è forse meglio che comprare qualcuno di più giovane ma con meno voglia di accomodarsi in panchina e magari con qualche mal di pancia in più. L’ingaggio per un giocatore del genere non sarà mai bassissimo, ma già il fatto di poterlo acquistare gratis non è da sottovalutare.

GIÀ CON MANCINI. L’ivoriano è già stato allenato da Mancini: i due, infatti, hanno l’esperienza al Galatasaray in comune. Tra i due c’è stima reciproca e un giocatore che si ritrova con un allenatore che ha già avuto, qualora non ci fossero stati liti, è più facilitato nell’inserimento dei meccanismi di gioco. Ricordiamoci poi che insieme i due han buttato fuori la Juve dalla Champions League…

Federico Gianquintieri

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