Punto fermo dal quale ripartire per la nuova stagione nerazzurra, Mauro Icardi è ormai una certezza. L’argentino ha le idee chiare: essere il capocannoniere della Serie A anche il prossimo anno. Riconfermarsi non è mai semplice, soprattutto se bisognerà confrontarsi con i neo-aquisti degli altri club italiani. Uno fra tutti, Carlos Bacca, vera “macchina da gol” che da Siviglia è approdato dai cugini milanisti. Almeno 5 sono però i motivi per poter affermare che Icardi è più forte di Bacca.

1) GIOVANE TALENTO – Carlos Bacca, classe 1986, ha certo dalla sua più esperienza, soprattutto in campo internazionale, sia in Europa che con la nazionale con cui si registrano 20 presenze. Icardi, 23 anni nel 2016, può essere però considerato il centravanti del futuro ed è già attualmente ambito da molte squadre europee, tra cui il Chelsea di Josè Mourinho. Nonostante le origini in parte italiane, Icardi ha scelto di rappresentare la nazionale argentina ed ha ancora tempo per diventare protagonista anche con la selezione sudamericana imitando le gesta di campioni albicelesti che hanno fatto la storia del calcio.

2) I NUMERI (le statistiche) – Tenendo come riferimento l’ultima stagione, la più prolifica della sua carriera, Bacca ha totalizzato in campionato 37 presenze mettendo a segno 20 gol. 22 reti quelle dell’argentino in 36 partite. Numeri che, considerando i 22 anni all’anagrafe dell’attaccante nerazzurro, ne rendono evidente il potenziale. A quell’età Bacca non aveva nemmeno un Club in cui giocare. Fino ad allora viveva di lavori saltuari vicino a Porto Colombia e il calcio per lui era per lui per lo più una passione. Icardi, lo scorso anno capocannoniere a pari merito con il veterano Luca Toni, titolo peraltro vinto già ai tempi della primavera con la Sampdoria, ha dunque ancora molto margine di crescita. Peccato che la tripletta realizzata contro il Sassuolo, tre doppiette contro Verona, Palermo ed Empoli non siano state sufficienti a risollevare la stagione poco luminosa del club milanese.

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3) I NUMERI (le giocate) – Se Bacca è indubbiamente un giocatore più completo e formato, Icardi – gran fisico e ottimo fiuto per il gol – indipendentemente dai moduli in campo, sa rendersi decisivo in ogni occasione. Da centravanti puro quale è nato, sta dimostrando inoltre di potersi mettere anche a disposizione della squadra trasformandosi in uomo-assist per i compagni. L’arrivo di un “vice” di qualità in suo supporto sarebbe fondamentale per la sua definitiva consacrazione.

4) OBIETTIVI – Icardi vorrebbe trascinare la sua squadra verso traguardi importanti. A differenza del colombiano, che con il Siviglia ha conquistato le ultime due edizioni dell’Europa League, non ha ancora avuto l’opportunità di alzare alcun Trofeo. La fame di vittorie e successo potrebbe essere la chiave si svolta per una stagione straordinaria.

5) RAPPORTO CON IL TECNICO – La notevole crescita di Icardi si è già potuta osservare in seguito all’arrivo sulla panchina di Roberto Mancini, che spesso ha avuto un ruolo chiave nel percorso educativo-formativo dei giovani talenti, anche quelli un po’ “sopra le righe”. Se, da una parte, Bacca dovrà necessariamente adattarsi al nostro tipo di calcio mettendosi a completa disposizione di un nuovo allenatore, Icardi è all’Inter ormai dal 2013 e da mesi lavora sotto la guida esperta del tecnico di Jesi che crede nelle potenzialità del giovane talento e spera di fare di lui un grande campione.

Chiara Tola

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