Una volta era il clan argentino, da quest’anno la nuova spina dorsale dell’Inter sarà formata dal gruppo slavo: tre croati, uno sloveno e un montenegrino ed ecco che la spina dorsale della nuova Inter è fatta.

TAGLIO CON IL PASSATO – la grande Inter di Mourinho era l’esaltazione del  binomio Argentina-Brasile: ben otto undicesimi di quella squadra provenivano dai due paesi sudamericani (Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Cambiasso, Thiago Motta, Milito) con il solo tridente alle spalle del Principe (Eto’o, Sneijder, Pandev) a non essere latino. Il famoso clan argentino era presente all’Inter da anni, alimentando le polemiche dei non-interisti sul presunto dominio sudamericano all’interno dello spogliatoio

QUALCHE PREDECESSORE – Qualche slavo già ha vestito la maglia dell’Inter. Senza sforzarsi troppo vengono subito alla mente tre “ic” che hanno fatto la storia della Beneamata: Zlatan Ibrahimovic, svedese di cittadinanza ma di origini ungheresi, Sinisa Mihajlovic, neo allenatore del Milan, e Dejan Stankovic, grande bandiera dell’Inter e nuovo team manager dei nerazzurri.

L’EX JUGOSLAVIA AL POTERE – Cinque “ic”, quasi la metà dell’undici titolare: Handanovic in porta, Kovacic e Brozovic a centrocampo, Perisic e Jovetic nuovi acquisti in attacco. A completare la formazione ci sono 3 europei (l’unico italiano D’Ambrosio, lo spagnolo Montoya e il francese Kondogbia) e 3 sudamericani (il brasiliano Miranda, il colombiano Murillo e l’argentino Icardi).

APPROFONDIMENTI  Quanto servirebbe Motta all'Inter?

GLI “IC” POTEVANO ESSERE ANCHE DI PIÙ –  In panchina siederà probabilmente Nemanja Vidic, difensore serbo ex Manchester United. oltre a lui, il mercato ha ristretto la banda degli slavi: Zukanovic è finito alla Samp dopo essere stato a lungo corteggiato proprio dall’Inter, Kuzmanovic ha lasciato i nerazzurri andando al Basilea. Ultimo addio quello di Krhin (che non ha la desinenza in “ic” ma rientra nella categoria in quanto sloveno), che ha salutato l’Inter per accasarsi al Granada.

Gente taciturna, magari poco sorridente, ma lavoratori seri e sempre professionali: l’Inter si affida a loro per tentare la rinascita, sperando che la prossima possa essere finalmente una stagione… ICcitante

Jacopo Gino

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