Zero gol in 3 partite. Al di là delle sconfitte di misura contro Bayern Monaco e Milan e alla disfatta contro il Real Madrid, è questo il primo preoccupante verdetto che condanna senza appello la nuova Inter. L’attacco non sta girando e, come ha chiesto Mancini, ci vogliono nuovi innesti davanti. Stevan Jovetic è appena sbarcato a Milano, ma servono ulteriori rinforzi. Xherdan Shaqiri, che in queste tre partite non ha giocato neanche un minuto, è già con le valigie in mano, mentre il nome più accostato ai nerazzurri per sostituire lo svizzero è quello di Ivan Perisic, croato classe ’89 del Wolfsburg. I tedeschi tentennano, ma la volontà del giocatore è quella di trasferirsi a Milano. L’arrivo del connazionale di Kovacic andrebbe non solo a rimpolpare le ridotte fila di un attacco che non può basarsi solo sul tandem argentino composto da Palacio-Icardi, ma che deve offrire al tecnico nerazzurro valide alternative. La partenza di Shaqiri per far posto a Perisic potrebbe rivelarsi una mossa azzeccata. Vediamo perchè.

1) RINFORZARE L’ATTACCO – Queste ultime amichevoli hanno mostrato che davanti l’Inter non ha alternative, se non qualche giovane. L’arrivo di Jovetic consola, ma ci vorrebbero altri due acquisti. Sicuramente serve un esterno, con il montenegrino e Palacio che possono completare un eventuale 4-2-3-1 o alternarsi nel 4-3-3. Perisic in questo caso potrebbe rivelarsi molto più utile di Shaqiri, potendo ricoprire più ruoli dello svizzero.

2) RUOLO – Shaqiri ha dimostrato di non essere un esterno ma un trequartista e a Mancini vuole esterni. Un cambio di modulo, visti gli ultimi risultati, potrebbe essere necessario per far girare un reparto troppo abbandonato a sé stesso. Le caratteristiche di Perisic fanno di lui un esterno puro, dotato di ottima corsa e tecnica, oltre a saper pungere (per conferma chiedere a Conte e Benitez).

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3) ULTIMA STAGIONE – Sempre il solito discorso: nel calcio spesso si valuta un giocatore in base ai risultati della stagione passata (vedi Messi che sembrava esser stato surclassato da CR nella stagione 2013-14 dopo un anno leggermente sottotono, mentre già nel campionato successivo è tornata la rivalità storica). Certo, l’esempio è azzardato, ma se guardiamo all’ultima stagione, le prestazioni del croato surclassano a dir poco quelle dello svizzero.

4) FISICO – Discorso puramente tattico: Perisic è alto quasi 20 cm in più di Shaqiri e in un calcio moderno in cui il fisico conta eccome, i centimetri possono fare la differenza. Oltretutto, anche sui calci piazzati, che spesso si rivelano fondamentali, aggiungere un buon colpitore non fa mai male.

5) MOTIVAZIONE – Lo svizzero è stato gettato ai margini della squadra, mentre il croato, stando alle voci, non vede l’ora di vestire la casacca nerazzurra. Chi ha giocato a calcio (a qualsiasi livello) lo sa bene: la testa conta. Meglio quindi tenersi un quasi separato in casa o un giocatore voglioso di testarsi in un nuovo club e iniziare una nuova esperienza? Domanda scontata.

Federico Gianquintieri

 

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