Cosa possono avere in comune un croato esile e veloce ed un colosso francese – di origini centroafricane – di quasi un metro e novanta? Nulla a prima vista, o tutto se si guarda più a fondo. Perchè se si hanno a disposizione due piedi capaci di far cantare il pallone poco importano le origini, il colore della pelle o la struttura fisica. Mateo Kovacic e Geoffrey Kondogbia sono la strana coppia di questa estate nerazzurra, nella quale stanno causando un piacevole dilemma tattico al loro allenatore, Roberto Mancini.

IL CENTROCAMPO IDEALE – L’idea iniziale del tecnico jesino, palesata anche nelle prime uscite in amichevole, era semplicissima: Kovacic regista davanti alla difesa con Kondogbia e Brozovic ai suoi lati. Un trio giovane, dinamico e capace di offrire soluzioni diverse anche a partita in corso. Un sogno evidentemente non del tutto realizzato, data l’insistenza delle ultime ore nella trattativa che porta a Felipe Melo. Dato per intoccabile Kondogbia – visto anche lo sforzo economico sostenuto per acquistarlo – sembra chiaro che sarà proprio Mateo a fare spazio all’ex bianconero. Del resto, la storia del Mancini allenatore ha fatto ben vedere come quest’ultimo preferisca avere un pretoriano dalle spiccate qualità fisiche a protezione della retroguardia. Vieira all’Inter, Toure al City e lo stesso Melo al Galatasaray sono lì a dimostrarlo.

SCAMBIO DI POSIZIONI – Allo stesso tempo, però, si può rinunciare così a cuor leggero a un possibile fenomeno come Kovacic? L’esperimento da regista forse ha evidenziato qualche lacuna, d’accordo, ma è anche vero che il balcanico è stato uno dei pochi capaci – anche col Real – di costruire un briciolo di gioco. Il problema è notevole, servirebbe un giocatore capace di coniugare il fisico richiesto dal Mancio con i piedi delicati tipici del regista. Un giocatore alla Kondogbia, per intenderci, ma dove lo si può trovare uno alla Kondogbia?

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Prima di comprare Felipe Melo, Mancini farebbe meglio a guardare nel proprio spogliatoio.

Simone Viscardi

@simojack89

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