Era il 24 febbraio 2009 quando il bambino prodigio Davide Santon, a soli 18 anni annullava totalmente Cristiano Ronaldo, aiutando l’Inter a pareggiare 0-0 la partita di Champions League contro un Manchester United che si sarebbe arreso solo in finale al Barcellona. 2 anni più tardi il giovane lasciò l’Inter per approdare al Newcastle, in cui rimase fino al 2015. Dopo l’esperienza inglese Santon è tornato a casa, ma di quel bambino prodigio si sono perse le tracce. Anche Mancini non crede più in lui, reclamando a voce alta un terzino sinistro. Il nome nuovo per quel ruolo è Mimmo Criscito, attualmente in forza allo Zenit. Ma perché puntare sull’ex genoano piuttosto che su Santon? Il ventiquattrenne di Portomaggiore ha davvero perso tutto il suo talento? Nonostante i numeri siano dalla parte di Criscito, ci sono 5 motivi per dare fiducia a Santon.

1) ETÀ. Davidino ha 5 anni in meno di Criscito. Non è più un bambino coi suoi 24 anni, ma puntare sui giovani è sempre meglio, soprattutto dal punto di vista economico. Il terzino dello Zenit, invece, è vicino ai 30, da una parte in piena maturità calcistica, ma dall’altra troppo vecchio per rischiare un buco nell’acqua.

2) BILANCIO. L’Inter ha bisogno di vendere più che di comprare, pertanto è sempre meglio non gravare sul bilancio con spese eccessive. Un discorso è spendere soldi per un terzino che possa essere Filipe Luis (per fare un nome), ma non per un giocatore che potrebbe valere come un ragazzo che l’Inter ha già in casa, Santon appunto.

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3) ESPERIENZE ALL’ESTERO. Entrambi hanno giocato per diversi anni in campionati stranieri, ma è anche vero che il calcio inglese in cui si è fatto le ossa Santon è di un livello decisamente più alto rispetto a quello russo in cui si misura Criscito. Inoltre gli ultimi ritorni dalla Russia non hanno di certo entusiasmato (vedi Bocchetti al Milan).

4) CUORE NERAZZURRO. Santon ha sempre professato il suo amore per l’Inter e ha sempre mostrato il suo attaccamento alla maglia e questi sono i giocatori che più piacciono ai tifosi. A un ragazzo che ha non solo la casacca ma anche il cuore nerazzurro bisogna dar fiducia e col tempo verrà ripagata.

5) HA FERMATO RONALDO. Se perfino lo Special One e Marcello Lippi si sono sbilanciati tessendo lodi per il “bambino prodigio”, un motivo ci sarà. È vero, sono passati 6 anni, ma nessuno si può dimenticare di quel ragazzino che ha fatto impazzire un mostro sacro come Cristiano Ronaldo, fermandolo a ripetizione per tutti i 90 minuti di gioco. E se in quella partita l’Inter non ha subito gol, gran parte del merito è sua.

Federico Gianquintieri

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