Non è solo una questione di ciuffo…

Il ritorno del Mancio sulla panchina dell’Inter aveva fatto sperare i tifosi in una rincorsa all’Europa che sembrava impossibile. Purtroppo il miracolo sportivo non c’è stato e anzi il tecnico di Jesi ha chiuso la stagione con una media punti inferiore a quella di Mazzarri e con una sola posizione in classifica guadagnata. Ma i supporters nerazzurri possono ben sperare: con Mancini si sono visti sprazzi di bel gioco, una grinta ritrovata e le dormite collettive di una difesa inguardabile non possono essere imputabili solo all’allenatore. La differenza tra Mancini e Mazzarri, ad oggi e con questa Inter, rimane solo nella caratura dell’allenatore: Mancini, fatti alla mano, è un tecnico vincente e può essere l’uomo giusto per la ripartenza. Ecco 5 motivi che dimostrano quanto detto.

1) Il CARATTERE. Si sa: per essere un grande allenatore bisogna saper gestire le situazioni, la pressione e i giocatori. Mancini, nel corso degli anni, ha dimostrato di saper tener sempre la squadra in pugno, trasmettendole carattere e senza mai perdere il controllo.  Il modo in cui ha gestito due giocatori difficili come Balotelli e Tevez, sono la riprova del rispetto che il tecnico riesce a guadagnarsi. Senza dimenticarsi di una delle rimonte più incredibili nella storia del calcio italiano, quel 3-2 del 9 gennaio 2005 sulla panchina dell’Inter contro la Sampdoria. In circostanze come quelle, l’allenatore è per forza tra i protagonisti, dimostrandosi capace di motivare la squadra, spronarla e trasmetterle quella grinta necessaria per ribaltare le partite più difficili.

2) Il PALMARÈS. Per essere dei vincenti, è indispensabile ottenere dei riconoscimenti: i titoli. Anche in questo il Mancio può dire la sua. 4 Coppe Italiane (record condiviso con Eriksson), 2 Supercoppe Italiane, 3 Campionati Italiani, 1 Campionato inglese, 1 Coppa d’Inghilterra, 1 Community Shield e 1 Coppa di Turchia. In ogni squadra che ha allenato ha ottenuto almeno un titolo. Più vincenti di così…

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3) ESPERIENZA INTERNAZIONALE. Al Mancio però, mancano ancora dei titoli in Europa e chissà che magari non riesca ad ottenerli proprio con il suo ritorno all’Inter. In ogni caso il tecnico di Jesi si è già cimentato in tre diversi campionati europei e ha partecipato praticamente ogni anno alle due competizioni più importanti, Champions League ed Europa League. L’esperienza internazionale è fondamentale per un allenatore se vuole rendere la propria squadra competitiva su tutti i fronti e nonostante un’età relativamente giovane per un allenatore (51 anni), il Mancio ha già non poca esperienza.

4) GIOCATORE VINCENTE. Oltre ad essere un allenatore parecchio titolato, Mancini aveva già vinto diverse competizioni anche da calciatore: 6 Coppe Italiane, 2 Campionati Italiani, 2 Supercoppe Italiane, 2 Coppe delle Coppe e 1 Supercoppa Uefa. Può sembrare un paradosso, ma per vincere bisogna essere abituati a vincere e forse il tecnico nerazzurro vincente ci è nato.

5) Il CIUFFO. Un grande allenatore spesso è anche un grande personaggio, che sia un po’ folle alla Mou o con più aplomb come il Mancio. Quel suo modo di sistemarsi il ciuffo e quella sciarpetta sempre al suo posto sono gli elementi principali di quell’eleganza che lo contraddistingue. In una società in cui l’apparenza conta (e non poco) anche l’immagine dell’allenatore influisce sul giudizio. E con tutta onestà, il nostro gentleman di classe ne ha da vendere.

Federico Gianquintieri

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