Se ti chiami Diego, e sei argentino, sai già dalla nascita che quello che porti scritto sulla carta d’identità è un fardello non da poco. Se la natura poi ti ha anche dotato di un paio di piedi interessanti – e il destino ti ha condotto verso il calcio – quelle 5 lettere rischiano di pesare come macigni sulle tue ambizioni. In Argentina di Diego ce n’è solo uno, ed è pertanto quasi impossibile scrivere il proprio nome, lo stesso nome, nel firmamento del Fùtbol Albiceleste.

EL PRINCIPE Y EL MONITO – Quasi, appunto. Puoi riuscirci, o quantomeno provare, ma devi mettere in preventivo una gavetta quasi infinita e litri su litri di sudore. Quelli spesi da Diego Milito, ad esempio, per rincorrere gli avversari e riproporsi in attacco. Per fare appoggi, sponde, aiutare i compagni. E per buttarla dentro, of course. Tanti anni passati in Spagna, ma non in quella scintillante e glamour che fa riferimento al Bernabeu e al Camp Nou. Lo stadio era La Romareda, e di Real lo Zaragoza aveva solo il nome. Stesso destino per un altro Diego, Perotti, confinato per un lustro nell’angolo più estremo della penisola iberica. A Siviglia, dove l’Europa lascia posto ai fasti della dominazione araba.

L’ITALIA NEL DESTINO – In comune, i due Diego, non hanno solo il passato spagnolo. Entrambi sono riusciti a chiudere un cerchio aperto anni prima dai rispettivi avi, tornando nella terra da dove questi ultimi erano salpati per cercare fortuna al di là dell’Atlantico. E quale poteva essere il posto migliore per farlo se non Genova? Il Grifone ha esaltato Milito, aprendogli la strada per la gloria eterna (almeno, per noi interisti). Il Genoa ha anche rivalutato Perotti, dopo un anno in chiaro (poco) e scuro (tantissimo) al Boca Juniors. Gli Xeneizes, guarda caso, prendono il soprannome dalla città d’origine dei loro fondatori. Genova, appunto.

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FUTURO NERAZZURRO? – A Perotti manca solo un tassello per imitare definitivamente Milito. La Spagna c’è, Genova pure, ora tocca all’Inter. Il nome di Diego è sulla lista degli uomini mercato nerazzurri, e viste le difficoltà per arrivare a Perisic è molto probabile che alla fine Ausilio & co. possano virare su di lui. A prima vista sembrerebbe una soluzione di ripiego, ma i numeri fatti vedere in rossoblù – uniti alla suggestione di un passato che gioca continuamente a rincorrersi – fanno pensare che forse potrebbe non essere così.

Per Diego sarà difficile ripetere le gesta del proprio predecessore.

Ma se ti chiami Diego, e nella vita fai il calciatore argentino, di facile c’è poco o nulla.

Simone Viscardi

@simojack89

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