Un po’ per storia, un po’ per cultura, l’Inter di terzini sinistri ne ha visti passare. Nel ruolo generale di terzino, alcuni sono diventati bandiere importanti: Zanetti da una parte e Facchetti dall’altra. Il primo che viaggiava lungo la fascia destra (ma l’abbiam visto spesso e volentieri correre anche in altre zone del campo senza problemi), il secondo padrone della sua fascia di competenza, quella sinistra. Oltre a loro, l’Inter ha avuto anche terzini sinistri che assolutamente non hanno mai trovato gloria come i precedenti. Per citarne alcuni ricordiamo Vratislav Gresko, Fabio Macellari, Francesco Coco. Indovinare il terzino giusto (sinistro in questo caso) non è sempre facile: alcuni che, nonostante le potenzialità, non sono esplosi in Italia ma hanno avuto fortuna diversa all’estero, oppure alcuni che si presentavano già con un curriculum di tutto rispetto ed altri proveniente dal vivaio con ottime prospettive. Quali sono i terzini sinistri che hanno lasciato il segno in nerazzurro?

1) GIACINTO FACCHETTI – Nato a Treviglio, 18 luglio 1942 e morto Milano, 4 settembre 2006. Se parli di Facchetti, parli di Inter. Il suo ricordo è legato in maniera indelebile alla società nerazzurra. Campione europeo nel 1968 e vice-campione mondiale nel 1970 con la Nazionale italiana, fu giocatore nerazzurro dal 1960 al 1978, collezionando in totale 634 presenze e 75 reti. Un esempio per tutti.

2) ROBERTO CARLOS – Uno tra i dieci terzini più forti al mondo insieme a Facchetti. All’Inter dal 1995 (dove collezionò 30 presenze e 5 gol), fu ceduto l’anno successivo, a causa di Roy Hodgson che non lo vedeva in quel ruolo ma più avanzato, al Real Madrid, dove realizzò 48 gol su 370 partite da titolare. Ottime cifre per un terzino sinistro: uno dei più grandi rimpianti della storia interista.

3) SINISA MIHAJLOVIC – All’Inter dal 2004 al 2006, con 43 presenze tra campionato e coppa e 7 gol. Viene ricordato anche come difensore centrale, ma nella sua carriera ha giocato sempre come terzino sinistro. In nerazzurro ci ha mostrato grandi perle, con gol mai banali nonché grandi emozioni. Una storia d’amore rovinata con il passaggio al Milan sotto le vesti di allenatore, ma la carriera vissuta in nerazzurro nessuno la potrà cancellare.

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4) CRISTIAN CHIVU – E’ il terzino della fascia sinistra del Triplete, insieme a Maicon sul versante opposto. Con l’Inter ha vissuto sette stagioni (169 presenze e 3 gol) ed ha vinto tre scudetti, due Coppe Italia, due Supercoppe italiane, una Champions League e un Mondiale per club. Il 6 Gennaio contro il Chievo subisce una grave lesione alla testa che però lo riporterà in campo il 24 Marzo seguente con una speciale protezione. Giocatore di tutto rispetto, ha sempre dato il massimo.

5) DAVIDE SANTON – Davide Santon, il giovane promettente che rappresenta il futuro. Nasce terzino sinistro e potrebbe essere l’asso nella manica per il futuro. L’abbiamo visto giocare e conosciamo tutti le sue potenzialità e la sua personalità (a 18 anni dovette marcare Cristiano Ronaldo nella partita di Champions contro il Manchester United ed il portoghese ebbe un enorme difficoltà a fare qualsiasi cosa). Se Mancini decidesse di puntare su di lui, nulla gli vieterebbe di diventare una bandiera e/o un giocatore che verrebbe ricordati in maniera positiva dal popolo nerazzurro.

L’onore di aver avuto Facchetti, sia come giocatore che come capitano (nonché come Presidente); il rimpianto di aver perso Roberto Carlos ma di aver potuto ammirare giocatori come Sinisa Mihajlovic e Cristian Chivu; e la possibilità di poter veder esplodere Davide Santon. Chi veste la maglia nerazzurra deve farlo perché ci crede, perché crede in questa società: indossarla è un onore e chi le porterà rispetto sarà sempre ricordato negli annales, dal popolo nerazzurro, con riguardo, dignità e affetto.

Mario Giuliante (@Mario_TheVoice)

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