Dieci anni fa esordiva in nerazzurro The Wall, Walter Samuel, caposaldo di quel muro difensivo quasi impenetrabile che ha consentito all’Inter di arrivare sul tetto d’Europa prima e del mondo poi. Mattone dopo mattone, partita dopo partita, Samuel si è affermato nel corso degli anni come il leader di un reparto che negli anni d’oro tra il 2006 e il 2010 raramente presentava falle. Ma The Wall era anche di più: la sua forza fisica e le mostruose doti aeree, all’occorrenza facevano di Samuel anche un bomber (indimenticabile il suo 4-3 al Siena nella rimonta finale quando l’argentino fu gettato nella mischia da Mourinho come attaccante aggiunto). Dopo 9 anni a guidare la difesa dell’Inter, Samuel ha salutato quella che è stata la sua casa per quasi un decennio e i suoi tifosi, andando al Basilea.

POSTO VACANTE – Un addio molto più tragico di quello che possa sembrare: l’Inter, infatti, non ha mai trovato un erede dell’argentino e la difesa è il reparto che più preoccupa e che più avrebbe bisogno di rinforzi. Ranocchia e Juan Jesus, che hanno affiancato entrambi The Wall, purtroppo, non si sono mai dimostrati neanche lontanamente all’altezza dell’ex compagno di reparto. Probabilmente non sarebbe sufficiente una fusione dei due per fare un Walter Samuel. Sebbene il brasiliano abbia, a tratti, una grinta simile a quella dell’argentino e l’attuale capitano sia anche più prolifico sotto rete rispetto a Samuel, le lacune difensive e le dormite generali sono decisamente troppe. Il primo segnale d’allarme scattò quando il Muro si ruppe il crociato nel novembre del 2010: da quel momento la difesa dell’Inter, nonostante potesse contare ancora su uno dei due centrali del Triplete, Lucio, cominciò inesorabilmente a sgretolarsi. Lucio si rivelò non solo un altro giocatore (decisamente più scarso) rispetto all’anno precedente, ma anche un traditore cercando poi l’avventura, finita male, alla Juventus. L’approdo a Milano di Nemanja Vidic la scorsa estate, aveva fatto ben sperare i tifosi, ma anche il serbo si è rivelato solo l’ombra di sé stesso, ben lontano dalle prestazioni che lo hanno glorificato al Manchester United.

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LA SPERANZA – E ora è il turno della nuova coppia Miranda-Murillo, che non hanno ancora entusiasmato, ma che non hanno neanche fatto ancora strappare i capelli ai sostenitori nerazzurri in stile Ranocchia-JJ. L’eredità di Samuel è pesante, come è altrettanto pesante indossare certi colori, eppure a ben vedere è un periodo nero per i difensori centrali in generale, dal momento che i top player in quel reparto scarseggiano e c’è una carenza di buoni giocatori. Intanto quel muro nerazzurro, ormai logoro, impolverato e pieno d’edera, è ancora lì, fermo ad aspettare qualcuno che lo prenda e lo rimetta a nuovo, ricalcando le orme di Walter Samuel e portando alla rinascita un reparto che fa acqua da tutte le parti.

Federico Gianquintieri

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