La prima giornata di campionato vedrà contrapposte Inter e Atalanta e la storia recente della Beneamata  parla da sola: si è sempre dovuto sudare contro la squadra di Bergamo, sia in casa che fuori e se non contiamo l’ultima annata, che ha visto il doppio successo nerazzurro, sponda Milano, bisogna tornare ai fasti dell’era mourinhana per rivivere qualche gioia.

STATISTICHE- Se diamo un’occhiata ai numeri totali, per Mancini e i suoi non ci dovrebbero essere preoccupazioni, soprattutto in casa: sono 37 le volte in cui l’Inter ha esultato, solo 8 le vittorie atalantine e 9 i pareggi. Fuori da San Siro il discorso cambia di poco, con i meneghini sempre avanti 21 vittorie a 13, con 19 incontri finiti in parità. La memoria fresca di alcune sconfitte pesanti degli ultimi anni però, fa sempre temere il peggio contro la Dea.

BRUCIA ANCORA- E’ nell’era Stramaccioni che i bergamaschi fanno il bis. Alla stagione 2012-2013 infatti risalgono due sconfitte ancora vive nella mente dei tifosi: la prima, all’Atleti Azzurri d’Italia, avvenuta dopo l’impresa dello Juventus Stadium, segnò l’inizio della fine di quell’Inter, che toccò il fondo proprio nella seconda partita di quell’anno con l’Atalanta, persa malamente 4-3 al Meazza, dopo essere passati in vantaggio per 3-1.

I CECCHINI INFALLIBILI- Non si può inoltre dimenticare chi ai meneghini ha sempre regalato dolori: German Denis e Mauricio Pinilla hanno infatti nell’Inter la vittima preferita con, rispettivamente, sette e quattro gol e anche quest’anno saranno agguerriti, per dimostrare fin da subito quanto valgono. Come non citare poi gli exploit di Jack Bonaventura, ora in forza ai cugini rossoneri, ma sempre capace nella sua avventura bergamasca di far male all’Inter con quattro gol all’attivo e quella rete al novantesimo, nella stagione 2013-2014, che fece capitolare per 2-1 la squadra di Mazzarri davanti ai suoi tifosi.

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La prima al Meazza dunque per l’Inter sarà una partita tutt’altro che semplice e da non sottovalutare, anche se i numeri apparentemente direbbero il contrario; occhio alla storia però, perché a volte può giocare strani scherzi.

Amedeo Bonato 

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