Dopo due mesi di rivoluzioni, telenovele di mercato, affari mancati e addii dolorosi, il momento tanto agognato dai tifosi è finalmente arrivato: inizia il campionato. L’Inter si presenta ai nastri di partenza con rinnovate ambizioni e più di un’incognita. Il calciomercato estivo ha restituito entusiasmo e modificato notevolmente la rosa a disposizione di Mancini. Gli innesti di Kondogbia, Jovetic, Miranda, Murillo e Montoya hanno reso l’Inter sempre più manciniana, e Mancini unico deus ex machina del progetto nerazzurro. L’obiettivo primario è il terzo posto, ma non sarà facile.

SENZA UN CAPITANO, SENZA UNA GUIDA – Una rivoluzione con garanzie di successo porta con sé le poche sicurezze del passato, unendole alla linfa dei nuovi arrivati. L’Inter, invece, eccezion fatta per Icardi e Handanovic, non ha punti di riferimento. I senatori sono pochi, non c’è un capitano e manca un faro di qualità che accenda la luce nei momenti più bui. La Beneamata, al momento, è un grande punto interrogativo, senza un modulo chiaro ed un’idea tattica limpida. Mancini, dopo un’estate di bagordi di mercato, attende ancora gli ultimi colpi per buttar giù la maschera. A campionato iniziato? È un rischio che non può correre, ma lo farà. Se l’Inter fallirà ancora, l’unico responsabile sarà il suo tecnico.

AL GRANDE BALLO – Terzo posto, si diceva. L’Inter parte dietro Juventus, Roma, Napoli e Milan, con Lazio e Fiorentina in agguato. I nerazzurri si presentano al grande ballo con una maschera sul volto: scopriranno un bel volto fresco e giovane o le rughe di chi vive una vita all’inseguimento degli avversari? Al campionato l’ardua sentenza. Ai posteri i giudizi definitivi. Si parte, arriva il fischio d’inizio.

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Antonio Casu 

@antoniocasu_

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