Roberto Mancini è un allenatore vincente: nella sua carriera ha già trionfato in Italia, Inghilterra e Turchia. Come ogni tecnico del pallone, anche il Mancio ha un suo modello di riferimento: più che un modulo preferito, il coach jesino ha un’idea di squadra ben precisa, che poi può essere schierata con diversi schemi tattici.

IL MODELLO – Mancini predilige difensori centrali intraprendenti, capaci nell’anticipo e nel recupero palla veloce. Sugli esterni devono esserci giocatori di spinta, in grado di supportare l’azione d’attacco al meglio e pazienza se si lascia qualche buco in difesa. Il centrocampo deve essere estremamente muscolare, anche a discapito del fosforo. Questo perché a sviluppare il gioco ci deve pensare l’attacco, solitamente formato da giocatori molto estroversi e capaci di lampi di genio in grado di risolvere la partita.

LA SUA PRIMA INTER – Mancini ha guidato i nerazzurri dal 2004 al 2008, riportando la Beneamata alla vittoria e conquistando 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane e 3 scudetti. Se dovessimo schierare la formazione tipo del Mancio in questo periodo probabilmente sceglieremmo la seguente: Julio Cesar in porta; in difesa Maicon e Maxwell sugli esterni, Cordoba e Samuel in mezzo; a centrocampo Vieira, Cambiasso, Zanetti e Stankovic; in attacco Ibrahimovic e Adriano.

ESPERIENZA INGLESE – Speratosi dall’Inter nel giugno del 2008, Mancini torna in sella a dicembre del 2009, prendendo la guida di un Manchester City in netta crescita, grazie all’arrivo degli sceicchi. Il tecnico jesino guiderà il Manchester City dal 2009 al 2013, conquistando una storica Premier League, una Coppa di Inghilterra e una Community Shield. Anche in questa esperienza il modello Mancini si può chiaramente intravedere, aiutato dalla grande disponibilità economica di Al Mubarak. Se anche in questo caso dovessimo schierare una formazione tipo, probabilmente sarebbe questa: Hart in porta, Maicon e Kolarov sugli esterni, con Kompany e Lescott in mezzo; a centrocampo cerniera muscolare con De Jong e Yaya Touré (senza dimenticare Vieira, avuto anche all’Inter); in attacco spazio alla fantasia, con David Silva, Aguero e Tevez a supporto di Edin Dzeko.

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PARENTESI TURCA – Pochi mesi in Turchia, ma tanto basta per togliersi qualche bella soddisfazione: innanzitutto l’eliminazione della Juventus in Champions League, secondariamente la Coppa di Turchia e la clamorosa rimonta in campionato, con il secondo posto finale. La formazione tipo dell’esperienza al Galatasaray sarebbe la seguente: Muslera, Ebuè, Kaya, Chedjou, Riera; Felipe Melo, Selcuk Inan; Sneijder; Drogba, Yilmaz.

LA NUOVA INTER – Su questo modello Mancini sta formando la sua nuova Inter: difesa e centrocampo sono già praticamente formate, mentre in attacco mancano un paio di colpi per completare il progetto. Già però si può intravedere la struttura che vi abbiamo presentato: Handanovic in porta, Santon e Juan Jesus sulle fasce (ma attenzione al possibile arrivo di un terzino sinistro di spinta), con Miranda e Murillo in mezzo; centrocampo tutto muscoli con Kondogbia e Medel e infine spazio alla fantasia in attacco, con Icardi, Jovetic e due nuovi innesti che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. Lavezzi, Lamela, Perisic, Borini, Perotti, Ljaijc, Keita: non si sa ancora chi arriverà, ma già è chiaro che sarà compito degli attaccanti inventare per costruire gioco.

Jacopo Gino (@jacopogino

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