Perisic sì, Perisic no. Il mese di agosto dell’Inter, tra alti e bassi, è stato contraddistinto principalmente dal tormentone in salsa tedesca. Le parti sembrano più che mai vicine, con il Wolfsburg che deve rispondere definitivamente alla nuova offerta nerazzurra, una cifra che si aggira intorno ai 19 milioni di euro totali (6-7 di prestito e 12 di riscatto). La coppia Ausilio-Fassone, tuttavia, per non rimanere a secco di giocatori ed accontentare Roberto Mancini, ha cominciato a muoversi in altre direzioni: la prima, a Parigi, per incontrare il procuratore di Ezequiel Lavezzi, la seconda, dritta a Londra per parlare con il Tottenham del cartellino di Erik Lamela. Due argentini, entrambi con un passato italiano, entrambi fuori dai progetti futuri dei rispettivi club. Il dilemma, per gentil concessione del famoso Holmes di Londra, è il seguente: considerando le cifre più o meno simili per arrivare ai due attaccanti, quale converrebbe portare a Milano? Quale pedina interpreterebbe meglio i diktat dettati dall’allenatore? Insomma, Lavezzi o Lamela? In questo articolo cerchiamo di elencare i 5 motivi per cui, Perisic a parte, sarebbe meglio puntare sull’ala del Paris Saint Germain ex Napoli.

1) ANNI PASSATI IN ITALIA- Lavezzi ha disputato il campionato italiano (esclusa la breve parentesi Genoana) per ben cinque stagioni con la maglia del Napoli, dal 2007 al 2012. Il dato è sintomatico: 156 partite giocate e 38 reti, segnale che il “Pocho” abbia comunque una certa dimestichezza con la Serie A. Discorso diverso, invece, per l’attaccante del Tottenham, avendo solcato il terreno dell’Olimpico di Roma per appena due stagioni (2011-2012 e 2012-2013)

2) ESPERIENZA INTERNAZIONALE – A differenza di Lamela, il Pocho Lavezzi è oramai abituato a giocare in Champions League: con la stagione appena passata sono ormai quattro le edizioni consecutive in cui l’ala d’attacco del Psg disputa la coppa con le grandi orecchie (una con il Napoli e tre, appunto, con la squadra francese). L’età, poi, cade a vantaggio dell’ex Napoli: essendo l’Inter una squadra prettamente giovane, un classe 85 potrebbe fare al caso dei nerazzurri, un leader in campo che dalla partenza dei colossi (Cambiasso, Zanetti, Milito) si fatica a trovare. Lavezzi potrebbe essere un punto di riferimento importante dentro e fuori dal campo.

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3) QUANTITA’ VS QUALITA’ –  Lavezzi è un giocatore di quantità: corre, picchia, tira, dribbla. Insomma, un tuttofare duttile e funzionale in un possibile 4-2-3-1 come esterno d’attacco. Lamela, dal canto suo, è forse un pò più tecnico, ma meno incisivo. Difficile pensare che possa svolgere sia compiti offensivi che difensivi, elemento fondamentale per una squadra come l’Inter con l’abitudine di giocare con una difesa molto alta.

4) LA DISCONTINUITA’ DI LAMELA – Inutile negarlo: mentre Lavezzi ha lasciato un ricordo speciale presso Castel Volturno, il talentino attaccante del Tottenham ha sempre destato qualche perplessità. Entrambi i calciatori sono fuori dai rispettivi progetti, vero. Ma è pure vero che perdere il posto in un team come quello del Paris Saint Germain che conta nomi quali Ibrahimovic, Cavani, Lucas e, dulcis in fundo, Di Maria, ha una ragion d’essere. D’altro canto, Lamela è sempre stato considerata la “stella nascente” degli Spurs, una stella che, a quanto pare, non ha mai brillato, se non in poche occasioni.

5) VALORE DI MERCATO – al netto dell’ingaggio (entrambi i calciatori percepiscono uno stipendio di più o meno 4 milioni di euro), il cartellino di Lavezzi costa 1/3 di meno rispetto a quello di Lamela. Secondo Transfmarkt, infatti, il Pocho verrebbe a costare sui 14 milioni di euro (il Psg ne vorrebbe 12). L’ex attaccante della Roma, invece, vale 22 milioni di euro, ragion per cui quest’ultima sarebbe un’operazione molto simile, se non identica, alla strategia per riuscire ad acquistare Ivan Perisic dal Wolsburg. Costando di meno, poi, l’arrivo di Lavezzi potrebbe non precludere altre trattative importanti per i nerazzurri, quali un centrocampista in fase di regia ed un terzino sinistro.

Lavezzi o Lamela? Per ora si tratta con entrambi, aspettando che il figliol prodigo, direttamente dalla Germania, possa prendere un volo internazionale, direzione San Siro.

Andrea Baldeschi 

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