Il ruolo del mediano davanti alla difesa è stato uno dei rebus dell’estate di Roberto Mancini, tanto che in questi ultimi giorni di mercato l’Inter potrebbe acquistare qualcuno proprio in quella posizione. Certo, nessuno dei nomi fatti per il possibile acquisto (i soliti Melo e Thiago Motta), così come chi nella rosa c’è già (Medel), può competere con chi in quella zona di campo ha fatto la storia dei nerazzurri. Qui vi proponiamo i cinque mediani che in passato hanno interpretato al meglio quel difficile ruolo, che mette insieme grinta, capacità tattica e tanta corsa.

5) NICOLA BERTI– Espressione straordinaria di grinta e corsa – con una vena di follia – Berti è protagonista dell’Inter dei record nella stagione 1988-1989. Con i nerazzurri, così come in nazionale, ricopre praticamente tutti i ruoli della linea mediana, vincendo anche due volte la Coppa Uefa e una Supercoppa italiana.

4) GIANFRANCO BEDIN– Impossibile non citare il mediano della Grande Inter di Helenio Herrera. Vince la Coppa dei Campioni nel 1965, due coppe intercontinentali e tre volte il campionato italiano.

3) DIEGO PABLO SIMEONE – Il “Cholo” passa solo due stagioni a Milano, vincendo la coppa Uefa nel ’98, ma con la sua garra e il suo spirito di sacrificio è rimasto un idolo di tutti i tifosi nerazzurri. Simeone con l’Inter esprime tutte le sue doti di giocatore completo, in grado di fungere sia da incontrista, che da centrocampista con grandi capacità di inserimento. Indimenticabile la doppietta nel derby vinto 0-3, nel 1998.

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2) ESTEBAN CAMBIASSO “Cambiasso è uno dei giocatori più veloci che abbia mai avuto. E quando dico più veloce, intendo dove serve di più”. A dirlo nel 2009 è Josè Mourinho, facendo riferimento all’incredibile intelligenza tattica dell’argentino. Allenatore in campo, il “Cuchu” è stato uno dei protagonisti della storia recente dell’inter, vincendo la bellezza di 15 trofei in maglia nerazzurra.

1) GABRIELE ORIALI – Una vita da mediano. Questa è la canzone che gli ha dedicato Luciano Ligabue. Questa è l’espressione che forse identifica al meglio Oriali. Una metafora di chi sta dietro le quinte, di chi non finalizza, ma fa il lavoro sporco per permetterlo ai compagni. “Lele”, simbolo dell’Inter negli anni ‘70 ed inizio anni ’80, con i nerazzurri vince due campionati e altrettante coppe Italia, restando per carattere e capacità tattica, per sempre nella storia della Beneamata.

Tutti i tifosi, oggi, si augurano che ci possa essere ancora qualcuno in grado di prendere una di queste cinque posizioni. Di certo ci si augura che, chiunque indossi la maglia nerazzurra, la difenda e la onori, nello stesso modo in cui lo hanno fatto loro.

AMEDEO BONATO

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