Se ieri sera, intorno alle 23:00, qualcuno avesse acceso la televisione e visto per caso le dichiarazioni post-partita di Roberto Mancini, avrebbe pensato subito ad una sonora sconfitta, una partita giocata male e persa. Invece, non è andata così. Vero, l’Inter non ha brillato dal punto di vista della fluidità di manovra, ma ha portato a casa altri 3 punti che, aggiunti alla vittoria di settimana scorsa contro l’Atalanta, portano i nerazzurri a punteggio pieno, là in testa alla classifica.

Eppure, il Mancio non è affatto contento e lascia trasparire tutta l’amarezza ai microfoni di Sky Sport 24, dove sembra più su di giri il suo vecchio compagno di squadra alla Sampdoria Gianluca Vialli. In studio sono tutti pronti a fare i complimenti alla squadra, capace di soffrire e portare a casa il risultato mentre, nel frattempo, tutte le big (o quasi) perdono punti. Tanto che, lo stesso Vialli, azzarda un’ipotesi: Questo potrebbe essere l’anno dell’Inter“. Mancini, dal canto suo, pare scocciato, quasi esausto: alle domande curiose dei giornalisti, l’ex allenatore del Galatasaray risponde in modo più o meno ambiguo, destando qualche sospetto anche al più ottimista dei tifosi. Al di là della partita, infatti, il Mancio pare essere deluso dalla società e manda chiari segnali a riguardo: “Sento persone che dicono che mi sono stati comprati tutti i calciatori che volevo… Non è vero” oppure “manca un giorno di mercato, non so chi arriverà, abbiamo ruoli completamente scoperti”. La punta dell’Iceberg, poi, la colpisce quando, alla domanda sul nuovo modulo da impostare con l’arrivo delle due ali, la risposta è questa: “ah, non lo so neanche io“.

Insomma, nonostante il lavoro certosino di Ausilio e Fassone, l’allenatore dell’Inter non sembra affatto soddisfatto di come la società abbia gestito il mercato. Provando a dare un’interpretazione alle sue parole, forse la nota dolente riguarda il fatto di non essere ancora riusciti a portare a casa i tre famosi ultimi acquisti: esterno d’attacco, centrocampista di regia e terzino sinistro. E, nonostante tutto, non ha tutti i torti: nella partita di ieri, al di là dei 4 volti nuovi (Miranda, Murillo, Kondogbia e Jovetic) si sono riviste le stesse dinamiche di una stagione fa, quella che presentava due terzini, Jesus e Santon, incapaci di creare occasioni dalle fasce, un centrocampo confuso e con poche idee ed un Palacio scolorito, lontano parente de”El Trenza” che, da solo, tirava avanti tutta la carretta. Mancini non è soddisfatto, probabilmente conscio di un accordo (quello stipulato il novembre scorso) che avrebbe previsto un look completamente nuovo all’Inter di Thohir, sulla scia dello scudetto 2006-2007. Un’Inter pesante, dunque, forte tecnicamente e clamorosamente fisica.

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Eppure, i tempi sono cambiati. Da quei lontani bei ricordi è nato il Fair Play Finanziario che, volente o nolente, frena eccome le ambizioni nerazzurre. Nessuno, Mancini in primis, avrebbe voluto cedere così facilmente calciatori del calibro di Shaqiri e Kovacic ma, d’altronde, queste sono le regole. “Compri quel che vendi“, esclama Monsieur Platini. Con buona pace di chi, invece, avrebbe voluto vedere un’Inter completamente nuova, cancellando le umiliazioni della passata stagione. La realtà è un’altra: in breve tempo sarebbe impossibile eliminare tutti i difetti tipici di una squadra che, appena pochi mesi fa, arrivava ottava nella massima serie. L’Inter, dal canto suo, proverà in questa afosa giornata di Agosto a raggiungere gli ultimi obiettivi, quei giocatori disponibili a coprire i famosi ruoli scoperti.

Far sorridere il Mancio? operazione complessa, ma non impossibile. Sperando, ovviamente, di non ripercorrere una certa strada, quella che portò nel lontano 11 marzo 2008 una risposta del genere: ” I prossimi due mesi e mezzo saranno gli ultimi alla guida della squadra”.

Andrea Baldeschi 

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