L’ultimo giorno di mercato, come al solito molto frenetico, sveglia la Serie A con l’interessamento concreto della Juventus per “il profeta” dell’Inter Hernanes. I bianconeri, reduci dalla sconfitta contro la Roma che li ha bloccati a zero punti in classifica, hanno bisogno di un trequartista da regalare ad Allegri. Dopo averci provato a lungo per Draxler, che ha ormai scelto la destinazione Wolfsburg, Marotta e i suoi hanno deciso di puntare l’88 nerazzurro. Si sa, la rivalità con la Juventus esiste da sempre, anche sul mercato; la cessione allora s’ha da fare o è meglio tenersi stretto “il profeta”? Qui vi proponiamo i cinque motivi principali per non cedere Hernanes ai bianconeri.

1) RIVALITA’- Ogni tifoso nerazzurro, quando si parla di fare affari con la Juventus, non è sicuramente entusiasta. Cedere un giocatore ai rivali bianconeri, di qualsiasi caratura sia, non fa mai piacere e soprattutto, va a rinforzare un’avversaria diretta in campionato.

2) GUARIN-BIS- Certo qui non si parla di scambi. È anche vero che 10-12 milioni per Hernanes, che va verso quota 31 anni, l’Inter non li vedrà mai più. Ma davvero la dirigenza nerazzurra vuole che i tifosi insorgano un’altra volta, come nel mancato scambio Guarin-Vucinic? Perché se la cessione avviene, la protesta ci sarà, soprattutto dopo le parole della scorsa stagione di Ausilio, che in seguito allo stop del famoso affare con la Juventus, dichiarò che non ci sarebbero stati più contatti di mercato con i bianconeri.

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 3) UNICO TREQUARTISTA- Tatticamente “il profeta” è l’unico in rosa in grado di ricoprire il ruolo di trequartista. Nessuno infatti, sa mettere insieme qualità e quantità in quella posizione. Cederlo in questo momento significherebbe dover giocare obbligatoriamente senza un giocatore sulla trequarti, perché le possibili alternative, ovvero Jovetic e Brozovic, non possono dare lo stesso equilibrio alla squadra.

4) IL TRAMONTO DELLA QUALITA’- Prima Shaqiri, poi Kovacic, ora Hernanes. Se se ne va anche “il profeta”, l’Inter dirà definitivamente addio all’unico centrocampista di qualità rimasto in rosa. Lì, in mezzo al campo, ci deve essere un giocatore d’ordine, di regia. Il gioco deve passare da piedi buoni e nessuno oggi, se non l’88, è in grado di svolgere questo compito.

5) GENTILUOMO NERAZZURRO- Non ha sicuramente mai brillato nel suo anno e mezzo a Milano. Non è potuto nemmeno diventare una bandiera in così poco tempo. Certamente però l’uomo non si discute. Mai una protesta per qualche panchina di troppo, mai una lamentela contro un compagno. Per costruire una grande squadra, a volte, non c’è bisogno solo di grandi giocatori, ma anche di grandi uomini. “Il profeta”, in questo, è da Inter.

L’affare dunque non s’ha da fare, sia perché Hernanes non merita di essere scaricato agli acerrimi rivali, sia perché, dopo le parole di Ausilio della scorsa stagione, la dirigenza deve mantenere la parola, soprattutto davanti ai tifosi.

Amedeo Bonato (@ambooo8)

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