Dopo soli 5 anni dalla storica vittoria, l’Inter è passata dal tetto d’Europa allo scantinato d’Italia. Ma i tifosi non possono dimenticare la serata di Madrid.

DAL GIRONE DI FERRO ALL’IMPRESA DI BARCELLONA – Ottavo posto, eliminati in Europa League e Coppa Italia, cambio di allenatore in corsa e tante polemiche. Una stagione a dir poco deludente quella dei nerazzurri, con due sole note positive (il ritorno del Mancio e la corona dei cannonieri a Maurito Icardi). Eppure non è passato così tanto tempo da quando la squadra, traghettata ai tempi dallo “Special One” José Mourinho, saliva sul tetto d’Europa e si laureava prima squadra italiana a ottenere il Triplete. Vengono ancora i brividi ripensando a quel 22 maggio 2010, sotto certi aspetti così vicino ma sotto tanti altri così lontano. Non si può certo affermare che quella strada per Madrid sia stata una passeggiata: girone di ferro (con campioni di Spagna, Ucraina e Russia), Chelsea agli ottavi (campione dInghilterra e tra le favorite per la vittoria della competizione), poi un respiro ai quarti nonostante un ostico Cska, fino alla nuova doppia sfida contro l’imbattibile Barcellona dell’ex Ibrahimovic (che aveva già vinto il doppio confronto ai gironi). La missione ha dell’impossibile, ma capitan Zanetti, Milito (solo a sentire questi nomi scendono ancora lacrime di nostalgia) e compagnia bella battono i marziani, diventando ora i favoriti.

ITALIA-GERMANIA, SPETTACOLO GARANTITO – Gli avversari in finale sono i tedeschi del Bayern, temibili si, soprattutto per i pericoli rappresentati da Robben e Muller, ma abbordabili, vista anche l’assenza di Ribery, squalificato. Come sempre, Italia-Germania promette spettacolo. Mourinho da una parte, Van Gaal dall’altra. I tifosi nerazzurri sono arrivati a migliaia fino a Madrid per vedere coronato il loro sogno. Una Champions League che manca da 45 anni. L’Inter schiera il suo solito 4-2-3-1 con il capitano in mezzo al campo al posto dello squalificato Thiago Motta e Chivu a sinistra. Il Bayern risponde con un 4-4-2, Altintop sostituisce il francese. La direzione di gara è affidata all’inglese Webb. Tutto pronto, si comincia. Le prime fasi della gara sono equilibrate, con i tedeschi che affrontano a viso aperto la squadra di Milano, in barba ai pronostici. Al ‘9 Robben parte in fascia, entra in area e mette per Muller che non riesce a indirizzare verso la porta difesa da Julio Cesar. La punizione di Sneijder al 17’ scalda i guantoni a Butt, ma la partita rimane in equilibrio.

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IL PRINCIPE DI MADRID – Al 35’ sale in cattedra l’eroe di questa Inter, Diego Alberto Milito: rinvio di Julio Cesar, il Principe spizza di testa per Sneijder e scatta verso la porta, l’olandese chiude l’uno-due con un filtrante, finta e tocco sotto del bomber argentino per l’1-0. Il settore nerazzurro del Bernabeu esplode di gioia, l’Inter è in vantaggio. Al 42’ gran parata di Butt su Pandev, che non trova il 2-0. Nella ripresa Julio Cesar chiude prima su Muller e poi su Robben, mentre Butt si supera vincendo ancora lo scontro con Pandev. Ma Milito ha ancora fame e al ’70 trova il raddoppio: Sneijder recupera palla a metà campo, appoggia per Eto’o che con un rasoterra lancia Milito, il principe si invola verso l’area avversaria, finta ubriacante su Van Buyten e piattone sul secondo palo. Butt stavolta non può fare nulla: 2-0 e tifosi dell’Inter in delirio. Negli ultimi 20 minuti i tedeschi provano una timida reazione, ma l’armata guidata da José Mourinho ha il pieno controllo e al triplice fischio è un tripudio, con lacrime di gioia in campo e sugli spalti. Zanetti alza la tanto agognata coppa, la terza per il club milanese. L’Inter è campione d’Europa.

Federico Gianquintieri 

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