Ottima la prestazione di Brozovic alla prima giornata di campionato, meno entusiasmante forse quella contro il Carpi, nonostante si sia messo in evidenza ed abbia anche, in un paio di occasioni, sfiorato il gol. Il nome di Marcelo Brozovic, arrivato all’Inter lo scorso gennaio, è stato spesso paragonato a quello di un grande campione interista: Dejan Stankovic.

TECNICA – Il plusvalore del giocatore croato è quello di essere duttile ed in grado di adattarsi a diversi ruoli. Forte fisicamente, può essere usato anche come trequartista, sa muoversi bene tra gli spazi, è dotato di ottima tecnica ed ha anche di un certo fiuto del gol. Ambidestro, predilige l’inserimento senza palla e il tiro dalla distanza. Un “falso-dieci” insomma, che a molti ricorda un altro giocatore di origini slave che ha fatto la storia dell’Inter come Dejan Stankovic. Colui che oggi di ruolo fa il “team manager” nerazzurro infatti, ai tempi dell’Inter, giocava sia sulla sinistra che come centrocampista centrale ma anche da trequartista. La sua specialità: i tiri dalla distanza.

PESONALITA’ – L’accostamento tra i due dunque non è forse così azzardato. E magari è stata proprio quella la sensazione che ha avuto il tecnico di Jesi quando ha spinto la Dirigenza per l’acquisto di Brozovic. Il rovescio della medaglia, a voler essere pignoli, è forse quello di sapersi rendere utile alla squadra in vari ruoli ma, allo stesso tempo, di non essere perfetto in nessuno di questi. Un gap che può essere colmato dalla personalità e dall’atteggiamento con cui il numero 77 affronta le partite e dal supporto che potrà conferire all’intera squadra. Personalità e capacità di trascinare che non mancava certo a Stankovic, indiscutibile pilastro nerazzurro.

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ESPERIENZA – Di diverso tra i due sicuramente c’è il numero di titoli collezionati in bacheca: con 6 scudetti, 5 Coppe Italia e 6 Supercoppe italiane conquistati (record individuale condiviso con Buffon), Stankovic è uno dei calciatori più vincenti nelle competizioni calcistiche italiane, detenendo inoltre il record assoluto di presenze con la maglia della Nazionale serba. Numeri apparentemente irraggiungibili dal Brozovic che, seppur ancora giovane, sogna di alzare qualche importante trofeo sia con il club che con la sua nazionale.

Il Mancio sembra dunque affidarsi al giocatore di Zagabria classe 1992 per rilanciare un team ancora in rodaggio dopo gli ultimi innesti e che dovrà, attraverso le sue pedine migliori, non far rimpiangere l’addio dell’altro croato Mateo Kovačić. Aspettando di vedere in campo il loro compagno di nazionale Ivan Perišić.

Chiara Tola

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