Mancini aveva chiesto 9 nuovi arrivi, e gliene sono stati recapitati ben 11. A fronte di alcune cessioni dolorose, certo, ma la botte piena con tanto di moglie ubriaca è un lusso che in tempi di Fair Play Finanziario pochi si possono permettere. La difesa sistemata e la mediana rivoluzionata, insieme a qualche nuova pedina in attacco che non fa mai male, bastano per eleggere l’Inter a regina di questa sessione di mercato?

AUSILIO’S JOB – Quello nerazzurro è stato un mercato strano, partito col botto Kondogbia e rimasto immobile per giorni e giorni, ostaggio di una trattativa infinita – quella per Perisic – e delle poche velleità di cessione di qualche esubero (Shaqiri su tutti). All’ultimo, però, l’arrivo del croato ha fatto risalire le quotazioni di Ausilio, insieme ai colpi Last Minute Ljajic e Telles. Sarà invece da valutare l’utilità di Felipe Melo. Ottimo il lavoro fatto dietro – con la coppia Murillo-Miranda a garantire maggiore solidità – e splendida sin qui la ciliegina Jovetic (3 gol in 2 partite).

E LE ALTRE? – Per una volta tocca disubbidire a una regola d’oro della mamma, la quale diceva sempre di non guardare cosa hanno fatto gli altri, ma di concentrarci solo sul nostro lavoro. Sbirciando qua e la si può vedere come i diretti avversari abbiano intrapreso strade (e strategie) totalmente differenti. Lo zero alla casella punti della Juve non rende fino ad ora onore al lavoro degli uomini mercato bianconeri. Ciclo finito, senatori salutati e rimpiazzati con nomi di primissimo piano. Gli infortuni e le difficoltà di ambientamento stanno rallentando il lavoro di Allegri, insieme all’assenza di un vero trequartista (basterà il “nostro” Hernanes?). Diverse le cose al Milan, dove – come da qualche anno a questa parte – sembra che lo sport sia diventato la collezione di figurine. Presi Bacca e Adriano, riportato all’ovile Balotelli, esaudita la richiesta-Romagnoli di Mihajlovic. Punto. Nessun difensore d’esperienza, nessun centrocampista di spessore (Kucka e Bertolacci a parte, quest’ultimo strapagato per giunta). Il sogno Witsel è rimasto tale, e la tifoseria ha già iniziato a mugugnare.

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SUD IN CHIAROSCURO – Non possono essere contenti nemmeno i sostenitori del Napoli. Pochi gli arrivi ma tutti funzionali al progetto di mister Sarri. Il problema è che gli elementi già presenti in rosa (specie in attacco) mal si adattano al modulo impostato dall’ex empolese. La difesa traballa ancora, mentre il vero affare sembra sia stato trattenere il Pipita Higuain. Alla Lazio si è scelto di impostare il mercato sulla gioventù, ma ciò non è stato abbastanza per superare lo scoglio Bayer Leverkusen (con relativa bocciatura nelle scelte della premiata ditta Lotito-Tare). Benissimo la Roma, che senza i proclami di un’estate fa ha lavorato sottotraccia, costruendo una squadra che potrà davvero dire la sua per la vittoria finale. Dzeko e Salah sono elementi che possono ribaltare le gerarchie, Digne e Szczesny tappano le uniche falle in rosa.

OCCHIO AL TORO – Delle big quindi solo Juve e Roma sembrano competere con l’Inter in quanto a sforzi di mercato, ma allargando lo sguardo al resto del lotto si può vedere un Torino in grande spolvero. I granata hanno ceduto un solo big – Darmian – e col ricavato preso qualche rinforzo giovane, italiano e fortissimo. Parliamo di Zappacosta (erede designato dell’esterno ora allo United), Baselli e Belotti.

Vendi uno e prendi tre, meglio di così…

Simone Viscardi (@simojack89)

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