Felipe Melo, Alex Telles e Adem Ljajic. Con questi nomi, arrivati a Milano nella sola serata di ieri, il mercato dell’Inter è ufficialmente chiuso. Roberto Mancini ne aveva chiesti nove, lamentando carenze di giocatori anche nella serata di Domenica, dopo la risicata vittoria contro il Carpi. I nerazzurri lo hanno accontentato: sono 10 i nuovi calciatori che si esibiranno a San Siro nel campionato di Serie A 2015-2016. Una rivoluzione vera e propria, per cancellare definitivamente quel ricordo sbiadito della passata stagione, amara per tutti.

Una rivoluzione all’insegna di piani B, se così si può affermare: da Yaya Tourè a Kondogbia, da Benatia a Miranda, da Salah a Jovetic e, dulcis in fundo, da Eder a Ljajic. Seconde scelte, dunque, ma non giocatori di seconda mano, tanto che tutti hanno avuto il via libera dal vero gestore di questo calciomercato, quel Roberto Mancini pronto a tutto pur di assalire le prime posizioni. A tutto, sì, pure alla cessione di Kovacic e Shaqiri, segno che suoi nuovi le aspettative sono molto alte. E, d’altronde, in tempi di crisi non ci si può comportare diversamente. Ausilio e Fassone, dal canto loro, hanno svolto un lavoro eccezionale, facendosi trovare pronti in ogni evenienza e tirando su una squadra pronta al grande salto che tutti si aspettano.

Perchè Piano B non sempre è sinonimo di sconfitta, anzi: piano B era Cambiasso, quando ai tempi del Real Madrid tutti si aspettavano l’exploit di Santiago Solari; piano B era Ibrahimovic, quando nel 2006 Moratti aveva scelto Luca Toni come attaccante di quell’Inter che, a breve, avrebbe scritto pagine storiche per la Serie A. E, sarà pure un caso, lo stesso Roberto Mancini fu un piano B ai tempi. Massimo Moratti aveva difatti trovato un accordo di massima con Fabio Capello, suo pupillo da sempre: solo in un secondo momento, con l’approdo dell’ex C.T. della Russia in terra bianconera, la società di via Durini diresse le proprie attenzioni verso un allenatore giovane ma già, per certi versi, sorprendente, direttamente dalla Lazio.

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Insomma, le potremmo chiamare “strategie alternative” e se tutte le seconde scelte si comporteranno come Jovetic, non ci sarà da preoccuparsi. L’Inter è pronta per una grande stagione e grida vendetta a chi, negli ultimi anni, ha gettato fango nel calderone nerazzurro. E, a proposito di seconde scelte, ce n’è una particolarmente cara ai tifosi più romantici: l’asse era quello Milano-Barcellona, il calciatore, per sostituire il partente Ibrahimovic, si chiamava Samuel Eto’o. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.

Andrea Baldeschi

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