Luci e ombre. Più luci che ombre, in realtà. L’Inter esce nettamente rafforzata dalla sessione di calciomercato appena conclusa. Mancini è stato accontentato in toto e ha ora a disposizione la squadra perfetta per applicare il suo credo tattico: muscoli, centimetri, fantasia in attacco ed equilibrio. Dell’undici disastrato che ha concluso come peggio non avrebbe potuto la scorsa stagione, sono rimasti solo due totem, Handanovic e Icardi. Il tecnico voleva un top a centrocampo e l’ha avuto (Kondogbia), voleva una difesa affidabile e l’ha avuta (Miranda-Murillo), voleva tre grandi esterni e li ha avuti (Perisic, Jovetic e Ljajic). Non mancano i dubbi e i coni d’ombra, ma arrivare alla perfezione sarebbe stato impossibile.

Quello che segue è il pagellone del mercato nerazzurro.

ACQUISTI

MIRANDA-MURILLO 7,5 – In un mercato europeo in cui i difensori sono volati a cifre folli (45 milioni di euro per Otamendi), l’Inter si è assicurata una coppia centrale affidabile per 20 milioni circa. Miranda è un regista difensivo esperto e affidabile, mentre Murillo è una roccia irruenta che si farà. Sudamerica al potere, come sempre, e tanti saluti all’incerto Ranocchia.

MONTOYA-TELLES 6,5 – Due scommesse, non costate troppo e potenzialmente vincenti. Formula simile per i due acquisti: prestito con diritto di riscatto per entrambi. Montoya, complessivamente, costerebbe 8 milioni di euro (6 dei quali da pagare tra due anni), mentre Telles 6 circa. Non conoscono il calcio italiano e si ha la sensazione che rendano meglio nelle sortite offensive rispetto alla fase di copertura, ma l’età è dalla loro e Mancini sarà fondamentale nel processo di crescita.

KONDOGBIA 6,5 – È giovane, è forte, ha carattere e prenderà in mano la nuova Inter di Mancini. Ma è costato troppo. Eccessivamente. L’acquisto del francese ha condizionato le strategie di mercato dei nerazzurri, protagonisti del blitz più clamoroso dell’estate. Milan, Milan, Milan, Inter. Meriterà un tale attestato di fiducia? Si vedrà.

FELIPE MELO 4 – E qui vengono le note dolenti. L’Inter aveva bisogno di un regista. Non è arrivato. Ha Medel. È arrivato un doppione. Un doppione carissimo. Il 32enne Melo è costato 3,5 milioni di euro (sarebbe potuto arrivare a 0) e percepirà uno stipendio da top player. 7 milioni in due stagioni per un medianaccio dimenticato da tempo dal calcio che conta. Mancini ci ha voluto puntare ad ogni costo. Ogni costo. Boh.

PERISIC 7 – Otto al giocatore e al rapporto qualità/prezzo, 6 per la gestione dell’operazione. Mancini ha avuto l’esterno giusto per lavorare sul 4-3-3 solo sabato, a campionato iniziato. La telenovela Perisic ha tenuto in scacco per più di un mese il mercato nerazzurro, rischiando di pregiudicare le strategie nerazzurre. Alla fine è arrivato e con lui due piani B (Ljajic e Telles), ma si sarebbe potuto fare qualcosa in più per sbloccare prima la trattativa. Peccato.

JOVETIC 7 – L’impatto monstre con la nuova realtà conferma le sensazioni iniziali: Jovetic è l’uomo giusto al momento giusto. La tenuta fisica del montenegrino, tuttavia, è da valutare attentamente. 15 milioni di euro per una scommessa, si augura vincente. Il campo, al momento, parla di scommessa vinta.

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LJAJIC 8 – Un capolavoro last minute (il contratto del serbo è stato depositato alle 22,59). Sfuma Eder? Nessun problema, Ausilio individua il piano B perfetto. Tredici milioni di euro per uno così (da sottolineare: il riscatto non è obbligatorio) potrebbero rivelarsi un grandissimo affare. L’Inter, con la formula del “forse pagherò”, si è assicurato, in un solo colpo, un grande esterno, una buona seconda punta e all’occorrenza un vice Icardi. Strepitoso.

BIABIANY 6,5 – Non ne parla nessuno, ma c’è anche lui. Arrivato a 0 dal Parma, Biabiany è un giocatore vero, reduce da un grave problema fisico. Se tornerà quello di due anni fa, sarà utilissimo.

MANAJ 6,5 – Un ’97 con la sua personalità è merce rarissima. Pescato in Lega Pro dalla Cremonese, il giovane attaccante avrà tempo e modo per crescere, sbagliare, migliorare ed infine esplodere. Un grande colpo per il futuro. Costo? 2,5 milioni di euro. Wow.

CESSIONI 

KOVACIC 6,5 – Il punto è uno: non si poteva non sacrificare un top player. La scelta, in alternativa, sarebbe ricaduta su uno tra Handanovic (uno dei migliori portieri del mondo) e Icardi (uno tra i capocannonieri più giovani della storia della A). Cessione inevitabile, o quasi. Kovacic è uno grandissimo talento, potenzialmente uno dei migliori del pianeta entro pochi anni, ma in nerazzurro non ha reso al 100%. Una rivoluzione deve sempre partire da qualche certezza. Handanovic e Icardi lo sono, Kovacic no. È stato venduto bene, impossibile chiedere più di 35 milioni di euro. Forse tra qualche anno sarà un rimpianto, ma ad oggi l’operazione non è da bocciare.

SHAQIRI 7 – La plusvalenza sullo svizzero è un capolavoro quasi inspiegabile. Costato 15 milioni di euro, è andato via sei mesi dopo a 17 dopo non aver quasi mai giocato. Shaqiri è un talento vero, un grande top player, ma poco affine al gioco ricercato da Mancini. Impossibile fare altre valutazioni sull’operazione.

HERNANES 5 – Vendere Hernanes non è un delitto, venderlo a 11 milioni di euro neppure. Non ora, però. Non alla Juventus. L’Inter ha ceduto l’unico trequartista di ruolo rimasto in rosa, togliendo a Mancini più di una soluzione tattica alternativa al 4-3-3. Avrebbe meritato un’altra occasione. I 20 milioni di euro investiti poco più di un anno e mezzo fa si potevano valorizzare diversamente, ed invece no. Una minusvalenza pesante e tante castagne dal fuoco tolte alla rivale più accreditata per la vittoria del titolo. L’operazione non s’aveva da fare.

LE OPERAZIONI MINORI -Bonazzoli (7), Obi (6,5), Benassi (5), Kuzmanovic (6,5), Puscas (7), Krhin (6,5), Andreolli (6,5), Donkor (6,5), Camara (6,5), Belec (6), Taider (7,5), Schelotto (5,5).

Antonio Casu 

@antoniocasu_

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