La sessione estiva del calciomercato ha stravolto la rosa nerazzurra regalando a Roberto Mancini la possibilità di giocare con il tridente, che sia in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1. I due sistemi di gioco che Mancini aveva in mente da tempo hanno condizionato, e non poco, la campagna acquisti nerazzurra e sembrano avere poche differenze. Ci sono però aspetti da non sottovalutare che possono cambiare le scelte del tecnico: ecco i 5 motivi che potrebbero far abbandonare l’idea di scendere in campo con il 4-2-3-1.

1) NIENTE TREQUARTISTI- Con le partenze congiunte di Hernanes, Kovacic e Shaqiri la rosa dell’Inter si trova priva di un giocatore di fantasia che possa occupare il ruolo di trequartista. A meno che non si adatti qualcuno: potrebbe giocare Brozovic, anche se non sembra avere le qualità necessarie per svolgere alla meglio un ruolo così delicato, o Jovetic, scelta che appare molto azzardata che oltre a limitare il montenegrino sbilancerebbe troppo la squadra. Meglio schierarli nei loro ruoli naturali, piuttosto che insistere su un modulo senza gli interpreti giusti.

2) ATTACCO ATOMICO MA PANCHINA MAGRA – Se Mancini dovesse optare per un attacco atomico formato, contemporaneamente, da Ljaijc, Jovetic (da trequartista), Perisic e Icardi, la panchina nerazzurra avrebbe come unico ricambio in attacco Palacio (oltre all’ancora acerbo Manaj). Toccando ferro, in caso di infortunio di uno degli attaccanti questo sistema di gioco non potrebbe stare in piedi, e anche a partita in corso sarebbe difficile cambiare le cose con qualche innesto fresco in caso di risultato negativo.

3) MEDIANA LIMITATA – Con l’arrivo di Felipe Melo il centrocampo nerazzurro è ricco di effettivi: oltre al brasiliano, infatti, sono disponibili Guarin, Kondogbia, Medel,Brozovic e Gnoukouri. Sei giocatori per due posti sembrano un po’ troppi, considerando anche che Medel e Guarin nella scorsa stagione hanno provato a giocare insieme in un centrocampo a due con scarsissimi risultati. Inoltre molti di questi (Guarin, Brozovic, Kondogbia) tendono ad inserirsi molto, cosa molto più immediata in un centrocampo a tre e con un tridente che allarga il gioco lasciando spazio per gli inserimenti al centro.

APPROFONDIMENTI  Imbula-Inter, ci siamo: Mancini rinuncia a Felipe Melo

4) DIFESA PIU’ VULNERABILE – Con un centrocampo a due la difesa sarebbe forse più protetta al centro,  ma è chiaro che un centrocampo a tre, soprattutto se muscolare, garantirebbe più copertura. E’ vero, la difesa si è riforzata grazie ai nuoi innesti, però sarebbe più saggio, almeno inizialmente, esporla il meno possibile agli attacchi avversari, anche per permettere ai nuovi arrivi di collaudare il reparto e per acquisire più sicurezza.

5) MENO COMPITI DI COPERTURA PER GLI ATTACCANTI – Quando pensa al 4-2-3-1, il tifoso interista pensa a Mourinho, al Triplete e a Eto’o che faceva praticamente il terzino. Gli esterni in questo sistema di gioco devono rientrare molto e fare un gran lavoro anche in fase di non-possesso, altrimenti la squadra sarebbe troppo sbilanciata e ci sarebbe troppa distanza tra i reparti. Attaccanti come Jovetic e Perisic è meglio averli più freschi in fase offensiva piuttosto che sfiancarli con un lavoro di copertura che potrebbe limitare la loro lucidità in prossimità della porta.

Francesco Sessa (@FrancescoSessa_)

share on:

Leave a Response