Mancini lo ha voluto fortemente e dopo una lunga trattativa Felipe Melo è arrivato al suo servizio. Una bocciatura per Gary Medel oppure il tecnico di Jesi vuole una mediana d’acciaio facendo coesistere i due? Fabio Caressa ha definito il centrocampo nerazzurro “ignorante in senso buono”, ovvero con poca qualità ma con tanta, tantissima quantità. Resta da capire il modulo che il tecnico vorrà adottare.

LE IPOTESI – Il 4-2-3-1 con Perisic, Jovetic e Ljajic alle spalle di Icardi fa sognare i tifosi, ma in questo caso Mancini dovrà scegliere soltanto uno tra Melo e Medel da affiancare a un intoccabile (anche per la cifra spesa) Kondogbia. Con il 4-3-3, invece, ci sono due opzioni: un centrocampo formato da Melo-Kondogbia-Brozovic o da Melo-Medel-Kondogbia. “La sostanza prima di tutto” sembra essere il motto del Mancio per quanto riguarda la linea di centrocampo. L’unica certezza è che Kondogbia e Melo, il primo per l’investimento, il secondo perché voluto a ogni costo dal tecnico, sono intoccabili. I sacrifici di Kovacic e Hernanes hanno confermato ciò che già si sapeva da tempo: il mister in mezzo vuole gente che corre e picchia. Certo, ora davanti di qualità ce n’è da vendere (Jovetic e Ljajic su tutti), ma rinunciare alla qualità in mediana spesso vuol dire rinunciare al bel gioco. Se poi si vince, poco importa.

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I RISCHI – Eppure un duo Medel-Melo non è proprio la coppia di centrocampo dei sogni di tutti gli allenatori e come ha ribadito anche Caressa, bisogna sperare di finire almeno tre quarti delle partite in 11. Bisogna poi ricordarsi di un altro importante elemento della rosa nerazzurra che è solito lottare in mediana: Fredy Guarin. Il colombiano sarà quindi destinato a retrocedere ai margini della squadra? O Mancini è intenzionato a proporre una continua staffetta tra lui e Brozovic? Va bene la quantità, ma anche un minimo di qualità è indispensabile. In sintesi, l’opzione più probabile è quella di un centrocampo a 3 con Melo (in alternativa Medel), Brozovic (in alternativa Guarin) e Kondogbia. E se davvero il tempo darà ragione a Mancini, viva il centrocampo ignorante.

Federico Gianquintieri

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