La Roma è stata la più grande rivale dell’Inter nel suo periodo d’oro (dal 2006 al 2010): approfittando della crisi di Juventus e Milan, i giallorossi si sono imposti come antagonisti principali dell’armata nerazzurra, senza peraltro riuscire a superare l’Inter quasi mai (ad eccezione di 2 coppe Italia e una Supercoppa italiana). La crisi che ha colpito i nerazzurri nel post Triplete ha portato a risultati scadenti e al conseguente sorpasso dei giallorossi. Curiosamente la Roma è rimasta sempre l’antagonista della squadra vincente del periodo (in questo caso la Juventus): questo però sembra essere l’anno della rinascita nerazzurra. La domanda quindi sorge spontanea: l’Inter è al livello è della Roma? Dopo aver confrontato l’attacco, è giunto il momento di valutare i rispettivi centrocampi.

MODULO – Entrambe le squadre sembrano orientate a giocare con il 4-3-3: per la Roma questo è ormai un modulo consolidato (oltre al biennio Garcia, i giallorossi hanno giocato con questo schema anche con Zeman e Luis Enrique), mentre per i nerazzurri è un modulo quasi sconosciuto dal dopoguerra ad oggi. Questo sicuramente è un vantaggio per i giallorossi, che ormai conoscono i movimenti a memoria e non hanno bisogno di periodi di ambientamento.

MUSCOLI AL POTERE – Entrambe le squadre hanno dei titolari estremamente muscolari: Mancini si affiderà probabilmente alla grinta di Felipe Melo, alla potenza di Kondogbia e al tatticismo di Brozovic. La Roma risponde con il gladiatore De Rossi, il guerriero Nainggolan e il bosniaco Pjanic: la sensazione è che la squadra della capitale abbia più fosforo in cabina di regia, mentre la formazione milanese schiera un centrocampo esclusivamente muscolare, affidando il compito di sbloccare il gioco all’attacco.

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GRANDI ASSENTI – L’Inter si è privata del suo gioiellino Kovacic, ceduto per 35 milioni al Real Madrid. La Roma dovrà rinunciare (per l’ennesima volta) all’olandese Strootman che si dovrà operare di nuovo al ginocchio, saltando gran parte della stagione: questi due elementi sono i grandi assenti delle rispettive formazioni. Entrambi avrebbero potuto essere titolari inamovibili e invece non saranno a disposizione. Da segnalare per l’Inter anche l’addio di Hernanes, ceduto alla Juventus: il brasiliano si era trovato bene nel ruolo di trequartista, ma il cambio modulo l’ha di fatto escluso dai progetti tecnici di Mancini.

LA PANCHINA – In panchina l’Inter porterà la potenza (e l’anarchia) di Guarin, la grinta di Medel e la freschezza e le geometrie di Gnoukouri. La Roma risponde mettendo in panca l’esperienza di Keita, la duttilità di Florenzi, il talento di Ucan e l’incognita (almeno per il campionato italiano) Vainqueur. Al di là di un discorso meramente numerico (la Roma ha più giocatori in quanto disputerà più competizioni), la sensazione è che le riserve dell’Inter abbiano maggior qualità ed esperienza: Mancini è riuscito a costruire due tris di centrocampisti potenzialmente titolari, mentre lo stesso non si può dire di Garcia.

IN CONCLUSIONE – Il centrocampo titolare della Roma si dimostra sicuramente più complementare e rodato, quello dell’Inter è forse più competitivo nel suo complesso. Entrambi i tecnici hanno creato una diga in mezzo al campo, affidandosi ai rispettivi attacchi per scardinare le difese avversarie.

Jacopo Gino (@jacopogino)

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