In principio fu Mourinho: “A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l’opinione pubblica…”. Sono passati sei anni e mezzo da quel marzo del 2009, un periodo in cui l’Inter ha toccato l’apice della sua storia per poi sprofondare nella crisi più profonda dal 1908 ad oggi. In questo periodo i giornali non hanno potuto sbizzarrirsi più di tanto attaccando la squadra nerazzurra, anche perché sarebbe stato come sparare sulla croce rossa.

TORNA L’INTER, TORNANO I GIORNALAI – Oggi però la ruota sembra girare nuovamente: l’Inter ha fatto l’en plein in campionato, collezionando 6 punti su 6, e guarda tutte le altre grandi dall’alto verso il basso. Ecco allora che a ruota sono tornati gli episodi di scandalosa prostituzione intellettuale. Mourinho non c’è più, ma poco importa: al suo posto c’è Mancini, mister ciuffo che fa spendere barcate di milioni ai suoi presidenti e vince solo perché è fortunato.

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO – I giornali ci avevano già provato durante l’estate, approfittando dei risultati negativi del precampionato nerazzurro: “Milano a due velocità: il Milan convince, l’Inter no”, così titolava SportMediaset il 18 agosto. Peccato che la settimana successiva, quando il risultato contava per davvero, l’Inter abbia battuto l’Atalanta, mentre il Milan sia affondato sotto i colpi della Fiorentina. Pensate che la scottatura sia bastata per far riflettere prima di iniziare a scrivere? Neanche per  idea, anzi. Non potendo dir nulla sui risultati sportivi, i giornalisti italici anti-interisti hanno iniziato a “fare i gufi”: “Inter, ora sei obbligata a vincere”, “Il trionfo dei pagherò: ma se non vinci è fallimento”

PEDULLA’, PENSA AL MERCATO – “Mancio, zero alibi”. Questo il titolone sparato dal sito del noto esperto di calciomercato. All’interno attacchi sfrenati all’allenatore nerazzurro: “Mancio ha molti amici tra i giornalisti pronti a perdonargli tutto”, “Ha avuto mille alibi malgrado le folli richieste di mercato”… Fino alla clamorosa escalation: terzo posto, anzi secondo. Anzi, se non vinci lo scudetto sei un fallito (“come minimo il terzo posto, anzi il secondo perché investimenti così devono dare almeno un ritorno da Champions diretta. Ma senza dimenticare il prurito scudetto, assolutamente alla portata…”): poco importa che l’Inter avesse bisogno di un grande mercato per costruire una rosa che si è sfasciata nel post Triplete ed è stata solo puntellata, malamente, negli anni successivi: Mancini è brutto, cattivo e viziato perché ha fatto capire a Thohir che senza i buoni giocatori non si vince.

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GAZZA, ANCHE TU? – “La nuova Inter fa ci…Lecco” (in riferimento alla sconfitta di ieri contro il Lecco). Tutto vero, l’Inter ha perso contro una squadra di serie D, ma come? Schierando un 3-5-2 imbottito di Primavera e senza un difensore di ruolo, giusto per mettere i puntini sulle “i”. Eppure niente, è più facile e divertente scrivere “La difesa fa acqua”: poco importa se il centrale di difesa fosse Davide Santon, l’importante è buttare la croce addosso all’Inter e a Mancini, perché, è bene ricordarlo sempre, se quest’anno non si vince “il fallimento è assicurato”.

PER CHIUDERE, PARAFRASANDO LE PAROLE DI MOU… – “Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che…” ha pareggiato con l’Hellas Verona e si è impegnata, esattamente come l’Inter, con i pagherò per far quadrare il bilancio. “Non si è parlato del Milan che…” nonostante un passivo in bilancio da -81 milioni dopo il calciomercato estivo, è stata asfaltata all’esordio dalla Fiorentina e alla seconda giornata ha superato a stento l’Empoli, senza dimenticare gli arrivi già annunciati di Jackson Martinez, Kondogbia, Ibrahimovic e Witsel, prontamente smentiti dai fatti. “Non si è parlato della Juve che…” dopo due giornate è ancora a zero punti e ha perso malamente contro la sua principale rivale scudetto, la Roma.

Parlare male dell’Inter è più divertente, si sa, e soprattutto fa audience. Ma in fondo questa situazione ci era mancata. Finalmente è tornato il rumore dei nemici, quello che si alza proporzionalmente alla paura degli avversari di fronte ad un’Inter finalmente tornata ai suoi livelli. Senza montarsi la testa, per la carità, qui non si vuole parlare a vanvera come invece si fa regolarmente in altre redazioni…

Jacopo Gino (@jacopogino)

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