L’estate di calciomercato dell’Inter ha regalato grandi colpi, che hanno portato finalmente i tifosi a sognare di nuovo in grande. Tra questi botti di mercato si è aggiunto nella diffidenza più totale un certo Felipe Melo, vecchia conoscenza della serie A. Non certamente un colpo da novanta, ma forse neanche un acquisto da farsi strappare i capelli dalla disperazione: ormai il giocatore è arrivato a Milano, quindi tanto vale provare a dargli fiducia e sperare che Mancini ci abbia visto lungo ancora una volta. Fischiare e criticare a prescindere non serve a nulla, quindi #saveFelipeMelo.

IMMAGINE DISTORTA – I più ricordano il Felipe Melo in maglia bianconera. Il mediano brasiliano, strappato  proprio all’Inter per una cifra intorno ai 30 milioni, si è rivelato uno dei flop più eclatanti di quella Juventus. In sua difesa c’è però da dire che quella squadra era una delle più brutte e disorganizzate mai schierate dal club torinese. Già di per sé è difficile imporsi in una big, se poi è pure una squadra in crisi di risultati e di identità il disastro è praticamente annunciato. L’Inter e i suoi tifosi dovrebbero saperlo bene, non si può valutare un giocatore quando è inserito in un gruppo da buttare via: il periodo buio del post Triplete ha bruciato tanti giocatori di ottimo livello, che non hanno saputo/potuto rendere a causa di un ambiente decisamente negativo. Coutinho docet, ed è solo un esempio…

AL GIOCATORE IL VIOLA DONAVA – Quasi tutti sembrano invece aver dimenticato il giocatore ammirato all’ombra di Palazzo Vecchio. Con la maglia della Fiorentina, Felipe Melo ha dimostrato di avere i numeri per diventare un grande centrocampista, dotato di tanta quantità ma anche buona qualità. Basta fare un giro su Youtube per ripescare i tempi in cui, con la maglia Viola, regalava sventagliata di 30 metri, passaggi filtranti e ottimi inserimenti nell’area avversaria. Il passaggio a quella Juventus ha bruciato il giocatore, che è riuscito a riprendersi solamente in Turchia, troppo lontano dai riflettori nostrani per ottenere la redenzione.

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TIMBRO MANCIO – Se l’ha voluto Mancini un motivo ci sarà. Il Mancio infatti è garanzia di buoni acquisti: la prima Inter vincente post Calciopoli fu costruita proprio grazie alla sua sapienza tecnica e alle sue abilità di scouting. Il tecnico di Jesi ha portato a Milano giocatori del calibro di Maicon, Julio Cesar, Cambiasso, Stankovic e molti altri: gran parte dell’ossatura dell’armata nerazzurra del periodo 2006-2010 è stata costruita da Mancini. Se l’ex Manchester City ha chiesto Melo per tutta l’estate, mettendosi contro tutto e contro tutti (dirigenza e tifosi), vuol dire che quel tipo di giocatore potrà rivelarsi decisivo per la nuova Inter che sta nascendo.

SBAGLIANDO SI IMPARA… – I principali detrattori di Felipe Melo battono molto sul tasto aggressività e conseguenti cartellini. Se questo era effettivamente un punto dolente del giocatore negli anni italiani, guardando le statistiche del periodo al Galatasaray (nell’ultima stagione neanche un cartellino rosso) si può notare come il giocatore sia maturato e abbia iniziato maggiormente a controllarsi. Certamente non è diventato un agnellino, anche perché nel suo ruolo è necessario far sentire il fisico e spendere qualche fallo tattico, ma non è più il ragazzo irruento e impulsivo di qualche anno fa. 12 cartellini rossi (5 diretti e 7 per somma di ammonizioni) in un’intera carriera non sono poi molti, soprattutto se si considera il ruolo e le caratteristiche tattiche: per fare un esempio, Gary Medel è già a quota 11 rossi (4 diretti e 7 per somma di ammonizioni), nonostante abbia 4 anni meno del collega brasiliano.

Attenzione quindi a bocciare Felipe Melo prima ancora di averlo visto all’opera: di certo il treno per diventare un centrocampista di livello internazionale è passato, ma il Pitbull brasiliano potrebbe sorprendere in molti e prendersi qualche rivincita verso i suoi detrattori…

Jacopo Gino (@jacopogino)

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