Non è passata neanche una settimana da quando il ciclone viola si è abbattuto sull’Inter, in quel di San Siro. La squadra di Roberto Mancini peró, deve già pensare al prossimo impegno in campionato con la Sampdoria e capire cos’è andato storto nel 4-1 casalingo con la Fiorentina. Uno dei temi principali del post partita dell’ultimo incontro è stato il dubbio sulla difesa a tre, con cui il tecnico di Jesi si è schierato ad inizio gara e che per tutti è stato la causa principale della sconfitta nerazzurra.

Ma all’Inter serve davvero tornare a tre dietro?  Vediamo subito 5 motivi per rimanere a quattro

1) SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA – Semplice. Con la difesa a quattro l’Inter ha dato il meglio di sé, vincendo cinque match nelle prime cinque. Perché cambiare proprio ora che tutto stava funzionando perfettamente? Il giocattolo di Mancini si è rotto proprio nel momento in cui si è deciso di cambiare l’assetto con cui l’Inter lavora ormai da un anno e un motivo ci sarà.

2) PRECEDENTI – Prima Stramaccioni, poi Mazzarri. Se vogliamo tornare ancora più indietro, con ricordi peggiori, anche la sfortunata esperienza Gasperini. Tornare a tre significherebbe per l’Inter un passo indietro. Nel nostro campionato inoltre, tutte le “big”, giocano a quattro dietro, sinonimo ormai di sicurezza.

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Davide Santon, patrimonio dell'Inter.
Davide Santon, patrimonio dell’Inter.

3) INTERPRETI SBAGLIATI – In un assetto a tre dietro, i due esterni di centrocampo devono saper svolgere entrambe le fasi alla perfezione. In questo momento i più accreditati per giocare in quel ruolo sarebbero Perisič (o Santon) e Telles, che non hanno dimostrato però di essere completi al punto giusto. Gli altri terzini in rosa non sono in grado di dare la spinta adatta.

4) REAZIONE DEI TIFOSI – I ricordi recenti della difesa a tre non sono dei migliori. Immaginiamo come potrebbero prendere i tifosi un ritorno a questo modulo, che negli ultimi anni ha portato confusione e pochi risultati. Adesso che si è riacceso l’entusiasmo non bisogna perderlo

5) CAMPIONATO TATTICO – Con il 4-3-1-2 o 4-3-3, con cui Mancini si è schierato nelle prime cinque di campionato, la squadra non ha certamente brillato per gioco, ma ha mostrato grande solidità e compattezza. In un campionato con poca qualità come quello italiano, in cui conta molto la tattica, questa è la via da seguire, abbandonando definitivamente il suicidio della difesa a tre.

Amedeo Bonato

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