“Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia”, parole e musica di Lorenzo il Magnifico (no, non l’antagonista di Vale Rossi), quanto mai opportune per descrivere le strategie dell’Inter. C’erano una volta lo Zio Bergomi e Beppe Baresi, Walter Zenga e Riccardo Ferri. Tutti giovani, tutti italiani e tutti cresciuti nelle giovanili nerazzurre. A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 andavano a comporre una delle difese più forti – ed economiche – del panorama calcistico globale. Da quel momento in poi, però, nessun talento della Cantera nerazzurra è riuscito a sfondare in prima squadra. Ci hanno provato Balotelli e Santon: il primo si è perso per strada, mentre il secondo è sì tornato all’ovile, ma i rumors di mercato lo vogliono già con la valigia pronta. Ora è il momento di tornare a investire sul Made in Inter, e i motivi sono molti.

I 5 MOTIVI PER PUNTARE SULLE GIOVANILI

1) RISPARMIO ECONOMICO – Dopo i botti di inizio mercato in casa Thohir è il momento di riorganizzare le finanze. Adesso i giocatori Top, quelli già pronti, ci sono, e sarebbe inutile farcire eccessivamente una rosa concentrata su un solo obiettivo. Come alternative largo quindi ai vari Gnoukori, Puscas e Camara, e non si sa mai che possano fare anche meglio dei titolari.

2) FEDELTÀ ALLA MAGLIA – Puntare sui ragazzi delle giovanili significa dare fiducia a gente che veste Inter già da anni. Ragazzi cresciuti con la nostra maglia addosso, quasi una seconda pelle per chi arriva direttamente dai Pulcini. Persone portate sicuramente a difenderla e onorarla più di qualche straniero strapagato.

APPROFONDIMENTI  LIVE mercato 12 agosto - Le alternative a Melo: Cristante o Leiva

3) NESSUN RIMPIANTO – Leonardo Bonucci, Mattia Destro e Giulio Donati, solo per citarne alcuni. Sono tutti figli della Primavera dell’Inter, ma stanno facendo le fortune di altre squadre. Dare una chance ai giovani che hai già a disposizione ti permette, perlomeno, di non pentirti in futuro. Poi, se sono rose fioriranno…

4) MENTALITÀ – Cruijff ne è Profeta, Mancini suo discepolo. All’Ajax e al Barça (squadre che si dividono il cuore del n°14) tutte le giovanili giocano con lo stesso schema dei “grandi”, per fare arrivare pronti i giocatori al debutto in Prima Squadra. All’Inter ci si sta provando, ma questo presupporrebbe il mantenere lo stesso tecnico per più di 2-3 stagioni.

5) L’ESEMPIO CATALANO – Proprio il Barcellona deve essere l’esempio da seguire. La Finale Champions di Roma 2009, con 7/11 della formazione titolare cresciuti in casa, è quanto di meglio possa sperare di raggiungere un Direttore Sportivo. Difficile ripetere un exploit del genere, ma creare un gruppo solido, composto da ragazzi cresciuti insieme, non può che essere positivo, e vincente.

Simone Viscardi

@simojack89

share on:

Leave a Response

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.