Tra Adem Ljajic e Roberto Mancini non è stato sicuramente amore a prima vista. Ogni domenica sembra il suo momento, data anche l’assenza temporanea per infortunio dell’amico Jovetic. Invece no. Una sola da titolare, durata 57 minuti con il Verona e solo pochi minuti nella sfida contro la Sampdoria. Qualcosa non va e il serbo potrebbe già diventare un caso.

Proviamo a vedere allora 5 buoni motivi per cui Ljajic viene sempre scartato dal tecnico dell’Inter.

1) FASE DIFENSIVA – Se diamo uno sguardo ai fedelissimi di Mancini là davanti, noteremo che è tutta gente dotata di grandissimo spirito di sacrificio. Icardi e Jovetic, quando stanno bene, sono intoccabili, mentre Palacio, Perisic e Biabiany sono troppo importanti per l’equilibrio della squadra. Ljajic probabilmente non è ancora pronto per svolgere quel ruolo, ma diamogli tempo.

2) DISCONTINUITA’ – Un po’ di pregiudizi sul serbo li abbiamo tutti e li avrà anche Mancini. A prestazioni di qualità e gol sontuosi ha alternato, molte volte, momenti di buio profondo. L’Inter per adesso ha bisogno di certezze, di uomini da sei in pagella assicurato, piuttosto che da dieci una volta ogni tanto.

3) PALACIO E’ SEMPRE PALACIO – Sarà anche considerato vecchio, ma il cuore lo mette sempre. Eccolo l’uomo di fiducia di Mancini, quello con cui parla nel tunnel degli spogliatoi prima di entrare, quello che non lo deluderà mai. Palacio sembrava dover essere la riserva di Icardi, ma se continuerà così potrà servire come perfetto ricambio per gli attaccanti esterni del 4-3-3, togliendo spazio proprio al serbo ex Roma.

APPROFONDIMENTI  Pagelle Inter-Juventus 0-0: Jovetic inventa, Icardi fantasma

4) SECONDA SCELTA DEL MERCATO – Perisic più Eder. Questi erano i due acquisti che voleva Mancini. Il primo è arrivato, mentre il secondo, la Samp, se lo è tenuto stretto. Allora la virata, nelle ultime ore di mercato, su Ljajic, che sembra arrivato un po’ per forza, tanto per prendere qualcuno. Forse proprio per questo non rientra nei piani del tecnico nerazzurro.

5) DIAMO TEMPO AL TEMPO – Il quinto punto è un augurio più che un motivo. La decisione di Mancini di tenerlo fuori, soprattutto in queste prime battute di serie A, sembra quasi uno scudo. Il ragazzo è giovane e già a Roma ha faticato. Milano, probabilmente, è una piazza ancora più difficile e se non sei pronto il pubblico potrebbe non perdonare, vedi Coutinho o Kovacic.

Mancini e Ljajic sono, da un certo punto di vista, due personaggi molto simili. L’attuale tecnico dell’Inter, da giovane, aveva carattere, così come il serbo, che potrà sfruttare questa sua qualità per farsi notare. Adem deve fare attenzione a non esagerare però, perché l’ultima volta che l’ha fatto, non è finita bene. Chiedete a Delio Rossi.

Amedeo Bonato

share on:

Leave a Response

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.