Ci sono certe persone, certe figure, che sembrano capitate sulla Terra per lasciare un segno. Dei predestinati, potremmo chiamarli; degli idoli (nell’accezione puramente positiva del termine), personaggi quasi divinizzati perchè capaci di segnare il cuore delle persone. Il tifoso interista d.o.c. di queste personalità ne ha viste molte, e molte spera di vederne anche in futuro: che siano stati giocatori, capitani, allenatori, presidenti o, perchè no, dirigenti (inutile fare nomi ora, ci penseremo tra qualche rigo). Dietro una bacheca di trofei c’è sempre una bacheca di nomi che, al solo sentirli o pronunciarli, il cuore e la mente del tifoso rinascono come in primavera e sembrano rivivere emozioni passate, come quando si ascolta la canzone che ha segnato l’amore della vita. Potremmo fare una lista infinita di questi nomi: ci limiteremo ad elencarne 7, essendo consapevoli di dover escludere qualcuno e sperando di non fare un torto a nessuno

ZANETTI: Cercare di spiegare cosa Javier Zanetti sia stato per l’Inter sarebbe solamente riduttivo e inutile. Bastano un po’ di numeri: 5 Scudetti; 4 Coppe Italia; 4 Supercoppe Italiane; 1 Champions League; 1 Coppa Uefa; 1 Coppa del Mondo per Club; 858 presenze, di cui 615 in Serie A (nessuno come lui nella storia dell’Inter); 73.284 minuti giocati (in testa alla classifica tra i nerazzurri di tutti i tempi); 137 gare consecutive tra Serie A e Champions League; 15 stagioni da capitano. Se si considera, inoltre, che è stato il giocatore straniero con più presenze in Serie A (615), il giocatore con più presenze in Champions League da capitano (82) e il giocatore straniero più anziano ad aver giocato in Serie A, non possiamo che dire di essere difronte alla leggenda dell’Inter e del calcio mondiale.

MILITO: Sicuramente nella storia dell’Inter ci sono stati giocatori decisamente più forti del Principe. Ma nessuno di questi, probabilmente, è rimasto nei cuori degli interisti come invece è stato capace di fare l’attaccante argentino, eroe del Triplete del 2010. Il gol nella finale di Coppa Italia, il gol nell’ultima e decisiva partita di campionato e la doppietta nella finale di Champions League hanno fatto diventare il principe re. E’ lui l’uomo che ha regalato le emozioni più intense ai tifosi interisti e che non sarà mai dimenticato soprattutto da chi, per anni, ha atteso invano l’uomo che lo portasse in vetta al mondo. Eccolo qua, il salvatore sceso in Terra.

FACCHETTI: Ovviamente in questa disamina non poteva mancare Giacinto Facchetti. Capitano nerazzurro a soli 24 anni, Facchetti scrive la storia del club vincendo due Coppe dei Campioni e 4 scudetti, guidando sul campo quella che ancora oggi viene chiamata la Grande Inter. La sua scomparsa nel 2006 ha scosso tutto il mondo del pallone, non solo quello interista, e ha portato al ritiro della maglia numero 3 dell’allora oramai dirigente nerazurro.

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MOURINHO: Che dire dello Special One. Due stagioni sulla panchina dell’Inter sono bastate a Josè Mourinho per entrare nella storia del club vincendo, con il contributo sul campo dei già citati Milito e Zanetti, tra gli altri, tutto quello che c’era da vincere. Un vincente nato, un comunicatore infallibile che ha saputo, dal primo giorno, incarnare lo spirito dell’Inter e che ha trasformato una squadra dominante in Italia in una squadra dominante del Mondo. Probabilmente l’uomo più deificato da parte del popolo nerazzurro, grazie anche ad un paio di citazioni che rimarrano per sempre nella storia del calcio italiano.

HERRERA: Se prima abbiamo parlato di Mourinho, non possiamo non parlare di Helenio Herrera, guida tecnina della Grande Inter a cui abbiamo già fatto riferimento parlando di Giacinto Facchetti.  Il Mago è stato l’artefice dei trionfi nerazzurri in Italia e nel Mondo che hanno reso l’Inter degli anni ’60 una delle squadre più forti di tutti i tempi. Fino al 2010, le uniche due Coppe dei Campioni (oggi Champions League) conquistate dall’Inter erano le sue e della sua Inter. Non solo un caso.

ZENGA: L’Uomo Ragno è l’interista per eccellenza. Dopo una carriera passata tra i pali nerazzurri e con la fascia da capitano addosso, Walter Zenga ha scaldato i cuori dei tifosi non soltanto grazie alle sue straordinarie parate, ma anche (e soprattutto) per il suo interismo sfrenato e per la sua capacità di portare ogni giorno l’interismo sul campo. Se c’è un idolo vero e proprio, quello è proprio lui. Con il sogno e la speranza, prima o poi, di vederlo ancora a San Siro sulla panchina nerazzurra.

PRISCO: Non si poteva chiudere in maniera migliore. Se Walter Zenga è il giocatore più interista, Peppino Prisco è l’Interista per eccellenza. Vicepresidente dell’Inter dal 1963 al 2001 (anno della sua scomparsa), Prisco ha difeso per tutta la sua carriera da dirigente i colori nerazzurri e rimarrà per sempre nella memoria per le sue epiche frasi contro, soprattutto, gli storici nemici della Juventus e del Milan: “A Milano ci sono due squadre: l’Inter e la Primavera dell’Inter”.

Francesco Sessa

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