Domenica sera, nello splendido scenario del Meazza di Milano, andrà in scena il derby d’Italia Inter-Juventus. Quest’anno i nerazzurri arrivano con un inaspettato vantaggio di otto punti in classifica, ma vista l’apparente ripresa dei bianconeri, nelle ultime due partite vinte (contro Manchester City e Bologna), la sfida si prospetta equilibrata e molto interessante. Tra i confronti interni del match di San Siro, troviamo quello tra due centrocampisti, che molto probabilmente giocheranno titolari e si troveranno di fronte sul terreno di gioco: Khedira contro Guarin. Ma chi è il più forte e che partita ci possiamo aspettare da questi due “giganti” del centrocampo?

CONFRONTO TECNICO- Sono sicuramente due giocatori di grande stazza e fanno della forza fisica una delle loro caratteristiche principali. Questo vale certamente per il colombiano, che però dal punto di vista tecnico, molte volte, lascia a desiderare, puntando tutto sulla potenza. Sami Khedira è invece un centrocampista dal piede più delicato, meno incursore, ma più architetto e regista.

SULLA LAVAGNA TATTICA- Mentre Khedira è in grado di svolgere tutti i ruoli della mediana, Guarin è una mezz’ala pura, che difficilmente può staccarsi dalla posizione che ormai gli ha affidato Mancini. Tatticamente il tedesco è più preciso, a differenza del colombiano che in diverse occasioni si lascia trasportare troppo dall’azione offensiva. Inoltre, per il “guaro”, sono troppi i momenti di distrazione; gli serve continuità, caratteristica che invece possiede l’ex Real.

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CHI VINCE DI PIU’, COMANDA- Il palmarès non non è sempre lo specchio del reale valore di un giocatore, ma in questo caso ci fa capire molto. Guarin ha vinto solo un’Europa League con il Porto tra i trofei degni di nota, non riuscendo a trionfare mai in un campionato europeo di prima fascia (solo due campionati portoghesi, tre coppe del Portogallo e tre supercoppe). Khedira invece ha vinto ovunque sia andato: campionato, due coppe nazionali, una Supercoppa di Spagna, una europea con il Real Madrid, oltre che ovviamente la Champions e il mondiale per club, vinti dai “blancos” nel 2014. E’ riuscito a vincere anche in Germania con lo Stoccarda, conquistando uno storico campionato nel 2007.  Infine, in appena tre mesi di Juve, ha già vinto una supercoppa italiana, senza dimenticarsi del mondiale in Brasile nel 2014.

Da una parte abbiamo la sicurezza di un giocatore tenace e stabile mentalmente, che può essere abbattuto solo dagli infortuni, mentre dall’altra c’è un talento inespresso, dotato di grandi potenzialità, troppe volte sprecate. Sami Khedira è ancora un gradino davanti; ma domenica può succedere di tutto.

Amedeo Bonato

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