Le ultime voci di mercato sono preoccupanti per l’Inter e stanno spaventando non poco i tifosi: la Juventus vuole Mateo Kovacic. Un bel “no” secco sarebbe l’unica risposta accettabile, ma la dirigenza nerazzurra è già andata vicino a vendere uno dei pezzi pregiati del centrocampo non molto tempo fa: Fredy Guarin. Ora, se il giovane croato, piuttosto che qualche altro bel giocatore della nostra rosa non dovesse più rientrare nei piani societari o del tecnico, che senso avrebbe venderlo proprio a una diretta concorrente nel campionato italiano? Eppure la storia dovrebbe insegnare: in passato gli affari tra Inter e Juve non sono proprio stati portati avanti con sufficiente raziocinio. Proviamo a ripercorrere le 5 trattative più stupide tra i due club.

5) Lucio. Uno degli eroi del Triplete, Lucimar Ferreira da Silva, nell’estate del 2012, reduce da due stagioni tutt’altro che entusiasmanti dopo la storica annata del 2010, passò a titolo gratuito tra le fila bianconere, sperando di dare un finale col botto alla sua carriera. Così non fu. Per il brasiliano solo 4 presenze ufficiali nella Vecchia Signora e un contratto risolto anticipatamente dopo solo 6 mesi. C’è da dire che le due società non trattarono direttamente, visto che il passaggio fu deciso dal giocatore dopo che rescisse il contratto coi nerazzurri, ma non fu ugualmente un grande affare per la Juventus che, chissà, magari voleva solo fare l’ennesimo smacco agli storici rivali.

4) Angelo Peruzzi. Il portiere che difendeva i pali bianconeri in quel famoso Juventus-Inter nel ’98 del mancato rigore di Iuliano su Ronaldo, passò tra le fila dei nerazzurri nell’estate del ’99, seguendo Marcello Lippi a Milano per una stagione non certo da ricordare (l’Inter subì per la prima volta nella sua storia una partita casalinga con 4 gol di scarto, contro la Fiorentina). Il portiere venne acquistato per 25 miliardi di lire, per poi esser ceduto a fine stagione alla Lazio. Mistero.

3) Roberto Boninsegna-Pietro Anastasi. Bonimba, terzo marcatore di sempre dell’Inter, ritenuto a fine carriera dalla dirigenza nerazzurra, passò, a suo malincuore, nella Juventus, scambiato col più giovane Pietro Anastasi. L’operazione si rivelò conveniente solo per il club torinese, visto che il centravanti di sfondamento, nonostante i 33 anni suonati, diede un contributo fondamentale coi suoi gol nella vittoria di due scudetti e della prima Coppa Uefa per i bianconeri. Anastasi, invece, non brillò mai nell’Inter e non replicò neanche lontanamente l’ottima media-gol che vantava alla Juve.

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2) Marco Tardelli-Aldo Serena. L’attuale commentatore Mediaset di grossi problemi a saltare di pane in frasca non se n’è mai fatti: Inter, Milan, Torino e Juventus, queste le squadre principali in cui ha militato, all’insegna del “chissenefrega del campanilismo”. Ma il suo passaggio dall’Inter alla Juve nel 1985 ebbe del clamoroso: 2,8 miliardi di lire più il cartellino di Marco Tardelli. Peccato che il centravanti ha spaccato non poco anche con la maglia bianconera, vincendo lo scudetto, mentre il centrocampista ha decisamente deluso le aspettative con la casacca neroblu. L’Inter lo riacquistò 2 anni dopo, lasciando ancora più perplessi i tifosi sulla sua precedente cessione.

1) Fabian Carini-Fabio Cannavaro. Uno è stato un portiere di riserva, l’altro uno dei più forti difensori italiani di sempre, Pallone d’Oro nel 2006. Basta solo questo per capire la stupidità suprema dell’affare. Certo, nelle due stagioni all’Inter Cannavaro non aveva particolarmente brillato (causa anche diversi infortuni), ma pagarlo 23 milioni di euro per poi scambiarlo alla pari, due anni dopo, con Fabian Carini (chi?), è un insulto all’intelligenza umana. Risultato dell’operazione: Cannavaro diventò il perno centrale di una Juve ammazza-campionato, vincendo anche il Mondiale nel 2006 (oltre al già citato pallone d’oro), mentre il buon Fabian si confermò come portiere di riserva. Unica consolazione: gli scudetti vinti nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006 furono revocati in seguito a Calciopoli, che vide come protagonista della vicenda il dirigente delle Juve che convinse il napoletano a rompere con l’Inter per agevolare la trattativa di cessione, Luciano Moggi.

#tidocarrizomidaithiagosilva?

Federico Gianquintieri

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