È un grande goleador e ha già segnato tanto. Farlo alla Juve ti rende un idolo per i tifosi. Indossa la mia 9 e sta tenendo alta all’Inter la tradizione degli attaccanti argentini. Mi piace molto“. Queste parole di Cruz in un’intervista a “La Gazzetta dello Sport”, parlando di Icardi, suonano come una minaccia per i tifosi bianconeri, che per anni hanno letto il nome di Cruz sul tabellino dei marcatori dell’ormai ex derby d’Italia. Il nuovo capitano nerazzurro sembra essere l’erede perfetto del Jardinero, almeno da questo punto di vista: già 6 gol in 5 partite contro i bianconeri per l’attaccante argentino, di cui 3 con la maglia dell’Inter.

Quest’inizio di stagione non è stato dei migliori per Mauro Icardi, complice anche l’infortunio che lo ha tenuto fuori nelle prime due partite della stagione: con i colori bianconeri dall’altra parte il leone d’area di rigore potrebbe risvegliarsi improvvisamente per tornare ad andare a caccia di gol. Contro la Juventus sembra che la porta avversaria si trasformi in una piscina, come dimostra anche il fortunoso gol siglato su deviazione dall’argentino nell’ultima sfida contro i bianconeri. E pensare che difronte c’è la migliore difesa del campionato delle ultime stagioni e un certo Gigi Buffon.

Il paragone con Cruz sembra dunque calzare a pennello, e non soltanto per la facilità in zona gol contro la Vecchia Signora (10 gol per Cruz, di cui 7 con la maglia dell’Inter).

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Se si pensa infatti alle caratteristiche dei due attaccanti, ci si rende conto di come ci siano delle somiglianze evidenti, a partire dalla nazionalità, quella argentina, che da un buon decennio all’Inter riveste un ruolo decisivo sotto porta (basti pensare alla successione, in ordine cronologico, Cruz-Milito-Icardi). Entrambi sono dei goleador fatti e finiti, i numeri 9 per eccellenza. Probabilmente Cruz era più partecipe del gioco, anche se Mancini sta tentando di migliorare questo aspetto del gioco di Icardi, e aveva un piede più raffinato, come dimostra il gol su punizione al Delle Alpi proprio contro i bianconeri. Icardi probabilmente è più letale sotto porta, caratteristica che comunque al Jardinero certo non mancava.

Entrambi, però, hanno una caratteristica in comune che nessuno può discutere: fanno venire gli incubi alla difesa della Juve. Il perchè, non si sa: sarà destino, sarà bravura, sarà astuzia. Non importa: ciò che importa è che sanno far sognare il popolo interista, che quando vede la porta bianconera gonfiarsi prova un’emozione unica. Cruz per questo si è fatto amare dei tfosi nerazzurri: Icardi è sulla buona strada. Con una fascia in più sul braccio.

Francesco Sessa

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