Nell’anno del triplete le “M” hanno portato bene. Allora c’erano Moratti, Mourinho e Milito. Oggi, la nuova Inter vuole ripartire dalla solidità e Mancini propone davanti alla difesa le due nuove “M”, Melo e Medel. La scelta del tecnico nerazzurro di lasciare fuori Kondogbia ha lasciato perplessi in molti, ma la prova del nuovo binomio di centrocampo dell’Inter, nel derby d’Italia, ha cambiato le carte in tavola.

L’APPARENZA INGANNA- In quanti avrebbero scommesso su una coppia così a centrocampo? Medel è sempre stato visto come un centrale di difesa, che con il centrocampo c’entrava ben poco. Melo è arrivato tra lo scetticismo di tutti, tifosi e non. Oggi sono entrambi insostituibili e danno all’Inter quello che negli ultimi anni è mancato: concretezza e tanta intensità.

PERFETTI PER MANCINI- Si sa, il gioco di Mancini prevede reparti molto slegati tra loro, con la fase offensiva affidata a Jovetic e Icardi, mentre gli altri “bastonano” in fase difensiva. La situazione difficile dell’anno scorso ha fatto preoccupare ancora di più. Allora bisogna coprirsi bene, costruire una diga che non faccia passare niente. L’aggressività di Melo e l’ordine del “pitbull” Medel sono ciò che ci vuole in questo momento.

PERSONALITÀ- Ecco quello che serviva alla mediana nerazzurra. Troppi Hernanes e Kovacic, con tanto talento ma poco carattere. Finalmente due leader veri, con personalità da vendere. Il solito luogo comune che non abbiano i piedi buoni ha stufato. Se serve possiedono anche quelli e l’hanno dimostrato più volte. Ovviamente non nascono come registi, ma sono comunque in grado di svolgere il compito in modo egregio.

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“M” come Melo e Medel. Aggiungiamoci anche Miranda e Murillo. Se nel 2010 il “muro” era uno solo, Walter Samuel, oggi la solidità è la spina dorsale di questa squadra. La strana coppia di centrocampo ne è l’emblema. Nessuno ci credeva, ora è realtà.

Amedeo Bonato

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