L’arrivo di Suning alla guida dell’Inter ha stravolto la vita della società. In positivo, si potrebbe dire dopo i primi mesi della nuova gestione. Se il risultato in classifica non è ancora in linea con le ambizioni dei tifosi, sono diversi i cambiamenti portati dalla dirigenza cinese. Vediamo i cinque più rilevanti.

INVESTIMENTI – L’ultimo mercato ne è la conferma, Suning è sinonimo di investimenti. Alla faccia del FairPlayFinanziario. Senza la cessione di un big, la società si è potuta permettere cifre importanti per arrivare a giocatori di livello internazionale come Joao Mario e Gabriel Barbosa. Anche Thohir ci ha provato, senza però mai andare oltre i 40 milioni per Kondogbia. In buona parte ripagati dalla cessione di Kovacic.

PROGETTO – Per la prima volta dopo anni l’Inter ha visto un rinnovamento delle strutture. Comunicative in primo piano, cercando di espandere il brand in Oriente. Ma anche sportive, con i nuovi centri di allenamento Suning alla Pinetina e a Interello. Senza stravolgere i nomi e le tradizioni della squadra.

GIOVANI DI PROSPETTIVA – Kondogbia a parte, per la prima volta dopo anni la società torna a spendere molto denaro anche per giovani di sicura prospettiva. Il francese si è rivelato un mezzo flop nel primo anno e mezzo, Shaqiri è durato sei mesi prima di andare in Premier League. Joao Mario e Gabigol sono stati inseriti gradualmente, con pazienza, per evitare di bruciare le tappe. Gagliardini invece ha dimostrato di poter essere subito perno del centrocampo dell’Inter. Investimento italiano, dopo tanto tempo.

APPROFONDIMENTI  Inter, bentornata pazza: la Cina prepara la revolution

SOCIETA’ FORTE – L’addio di Mancini, all’inizio difficile da interpretare, può essere spiegato con la presenza di una società forte. Gli investimenti non sono un’esclusiva dell’allenatore, e per questo lo jesino ha deciso di andarsene. Non basta più fare la voce grossa per ottenere il nome specifico sul mercato, adesso bisogna ottenere il placet della società. Che tra l’altro sembra gestire bene la situazione allenatori, avendo dato fiducia a De Boer fino a quando era possibile per poi rimpiazzarlo con l’uomo giusto. Senza fare troppo caso ai battutoni sui casting.

FIDUCIA DEI TIFOSI – Ve ne sarete accorti, intorno alla società c’è un entusiasmo che mancava da tempo. Diciamo già dall’estate 2011. Con Thohir si è sempre borbottato, il Moratti post triplete cercava in maniera evidente di contenere i costi della squadra. Pur continuando a sborsare assegni generosi per tenerla in piedi. Per la prima volta però la dirigenza crede in un progetto, vuole spendere bene per trarne vantaggio reciproco. Senza accelerare i tempi, ma con obiettivi realistici. Che potrebbero anche non essere raggiunti subito.

share on:

Leave a Response