Chiarimento preliminare d’obbligo: il personaggio raffigurato nella foto non è il grande Toni Servillo, ma un presidente un po’ sbadato. Pinto da Costa, patron del Porto dal lontano 1982, si è reso protagonista nelle ultime ore di una dichiarazione sorprendente: “Imbula? Chi è Imbula? Non ho nulla a che fare con lui”. L’indiscrezione, riportata stamane da diversi quotidiani portoghesi, potrebbe riaprire i giochi per l’affaire Imbula. Il Porto dovrebbe sborsare 25 milioni di euro per il suo cartellino, ma a quanto pare non sa chi è. Semplice pretattica? Non è da escludere. La Doyen ha agito senza aver coinvolto i diretti interessati? Anche questa opzione non è improbabile. Il calciomercato delle cifre folli potrebbe lasciar spazio anche a situazioni del genere, nelle quali le società, parcheggi dei fondi simil Doyen, comprano a prescindere dalla loro volontà. Ovviamente è una provocazione, ma non tanto lontana dalla realtà. Le multinazionali dei cartellini senza anima stanno colonizzando il calcio, lasciando sempre meno spazio alla programmazione delle società. Inter Imbulì, Porto Imbula, ma non ditelo in giro. Sopratutto a Pinto da Costa.

Antonio Casu 

@antoniocasu_

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