Pelé, Garrincha, Romario, Ronaldinho. Quando il calcio è carioca lo spettacolo è assicurato. Da sempre il Brasile sforna talenti a ripetizione, che esportano show e talento, con quell’allegria mista a pazzia caratteristica solo della loro terra. Purtroppo la nostra Beneamata non ha una tradizione di brasiliani troppo consolidata, ma sono comunque diversi i giocatori verdeoro che hanno vestito la casacca nerazzurra lasciando il segno nella storia. Vediamo i top 5 brasiliani che hanno militato nell’Inter.

5) Maicon. Il Colosso è arrivato all’Inter nel 2006, acquistato dal Monaco per 6,8 milioni di euro, onestamente senza grosse aspettative. Eppure il suo valore in campo crebbe di partita in partita, facendo di lui uno dei più forti terzini di sempre, considerato per un periodo il terzino più forte del mondo. Devastante in fase offensiva, con gol e assist decisivi, Maicon è uno degli eroi del Triplete, amato dai tifosi e rappresentativo di un calcio moderno in cui chi fa il suo ruolo deve correre a tutto campo.

4) Julio Cesar. Arrivò all’Inter nel gennaio 2005, che lo girò al Chievo non avendo lo slot libero per gli extra-comunitari, dove fece quasi sempre tribuna. Tornato a Milano nella stagione successiva, si alternò tra i pali con Toldo, prima di diventare ufficialmente l’Acchiappasogni, il rivale di Buffon per la palma di miglior estremo difensore e il portiere del Triplete. In controtendenza con la tradizione brasiliana di portieri (storicamente scarsini) ma non con quella dei piedi, Julio ci incantava anche palla a terra con dribbling da ultimo uomo e un tocco da fare invidia a tanti colleghi di reparto.

3) Roberto Carlos. Uno dei sinistri più magici di sempre (vedi la punizione fantascientifica contro la Francia) e considerato da molti il terzino brasiliano più forte di tutti i tempi. L’attuale allenatore dell’Al-Arabi approdò all’Inter nell’estate del 1995 per circa 10 miliardi di lire. La sua stagione non fu affatto male, con 7 reti di cui 5 in campionato (ottima media per un terzino). Purtroppo l’allora tecnico dell’Inter, Roy Hodgson, che proprio visionario non fu, lo ritenne “tatticamente indisciplinato” e favorì la sua cessione al Real Madrid per appena 7 miliardi di lire. Il resto è storia.

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2) Adriano. Avrebbe potuto diventare uno dei brasiliani più forti della storia, ma depressione, alcol e un passato difficile hanno arrestato la sua ascesa. L’Imperatore arrivò all’Inter nell’estate del 2001 a soli 19 anni e si fece notare subito con un gol su punizione di rara potenza, sfondando la porta di una squadretta di poco conto, il Real Madrid, durante un’amichevole. Adriano era un mix unico di tecnica e potenza, un attaccante perfetto che diede un apporto significativo al club milanese a suon di gol. Purtroppo però, la sua fragilità psicologica, la debolezza per i vizi e la prematura scomparsa del padre affossarono la sua carriera e già a 27 anni era un calciatore finito. Provò a tornare in patria per rinascere, ma era troppo tardi.

1) Ronaldo. Semplicemente Il Fenomeno. Pelè o Maradona? C’è chi dice Ronaldo. Due volte pallone d’oro, più di 200 gol in Europa nonostante i gravi infortuni, un dribbling, un controllo e una velocità palla al piede devastanti. Vederlo giocare era uno spettacolo e ci mise ben poco a diventare l’idolo dei tifosi. Purtroppo la sua breve esperienza in rossonero ha macchiato il suo passato sull’altra sponda del Naviglio e forse è l’unico motivo per non aver messo una sua statua all’ingresso della Pinetina. Per chi è cresciuto con le magie di Luis Nazario de Lima, il brasiliano è ciò che più vicino c’è a un eroe dei fumetti (o a Goku, per intenderci).

Federico Gianquintieri

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