Le scelte dei nuovi innesti della rosa dell’Inter dai quali ripartire per la ricostruzione di una squadra competitiva, in Italia e non solo, sono sicuramente frutto dell’esperienza in campo internazionale di Roberto Mancini. Il tecnico non potrebbe però dettare le linee guida del mercato senza il supporto e la fiducia della Dirigenza e, in particolare, di quella del Presidente Erick Thohir. Attualmente la famiglia Thohir, attraverso la sua holding, la “TNT Group”, controlla molte partecipazioni azionarie di aziende in molteplici settori. Il manager indonesiano ha iniziato investendo soprattutto nel campo dei Media, dell’Editoria e della TV. Appassionato di pallacanestro, è nel consiglio di amministrazione della Federbasket indonesiana e della Federazione Pallacanestro del Sud-Est asiatico, nonché è comproprietario di due squadre locali. Per quanto riguarda il calcio, oltre ad aver acquisito le quote di maggioranza dell’Inter alla fine del 2013, diventandone il Presidente e a gestire il Persib Bandung, squadra che milita nel massimo campionato indonesiano, è attualmente proprietario del D.C. United.

L’INTER D’AMERICA –  L’imprenditore nato a Giacarta ha puntato molto sul rilancio di club blasonati. Lo ha ben dimostrato negli Stati Uniti dove, nel 2012, ha rilevato il DC United, diventandone co-proprietario e facendolo tornare tra le “grandi”. La squadra di Washington fondata nel 1995 è stata la prima a vincere, 20 anni fa, la massima divisione americana ed è una delle più titolate della Major League Soccer, pari solo al Los Angeles Galaxy. All’arrivo di Thohir il club statunitense era in un periodo di stallo, l’ultimo scudetto vinto era quello del 2004 e la squadra, penultima nella classifica stilata da Forbes sul valore delle squadre, priva di appeal per giocatori di fama internazionale, non era in grado di investire nuove risorse per via dell’oneroso affitto dello stadio.

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IL “BUZZARD POINT” – Dopo mesi di contrattazioni, Thohir è riuscito ad ottenere dal Distretto della Columbia, che contribuirà alle spese, l’autorizzazione a procedere per costruire una struttura polifunzionale di proprietà in grado di riportare il club tra i grandi della Eastern Conference, la sezione est del campionato nazionale statunitense. “Costruire e mantenere uno stadio è la priorità per tornare a vincere” ha dichiarato il Presidente dei “cugini” d’America che, curiosamente, giocano con la maglia rossonera. Il “Buzzard Point”, lo stadio moderno da 25.000 spettatori, sorgerà entro il 2017 sulle rive dell’Anacostia, il fiume che disegna i confini del Distretto.

IL RILANCIO – Thohir ha da subito investito denaro ed esibito la sua managerialità nella gestione elaborando il progetto del nuovo stadio, investendo sui suoi giovani di talento e contribuendo a trovare nuovi sponsor decisi ad accostare il proprio brand a quello del club. Nel suo primo anno da Presidente, il DC United ha vinto la US Open Cup, battendo in finale il Real Salt Lake, con conseguente partecipazione alla CONCACAF Champions League 2014-2015 e si è posizionata quarta in campionato.

Nonostante il Progetto di restyling di San Siro sia ben lontano da diventare realtà, Thohir sta dimostrando che la parola d’ordine è investire. Investire per tornare ad essere competitivi, investire per tornare grandi.

Chiara Tola

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