Andrea Ranocchia è il simbolo dell’Inter della scorsa stagione. Da giocatore fondamentale del reparto difensivo il centrale è apparso distratto e nervoso in molti tratti della stagione, con prestazioni al di sotto delle aspettative che lo hanno reso bersaglio di molte critiche da parte dei tifosi. L’idea di metterlo sul mercato è tuttavia controproducente, e tenere Ranocchia sarebbe la mossa giusta per almeno cinque motivi.

DEDIZIONE – Prima di tutto il difensore centrale italiano è l’esempio di dedizione e attaccamento alla maglia. Forse non ha il carattere del capitano che avevano alcuni suoi predecessori (mica possono essere tutti Zanetti), ma il suo amore per la casacca nerazzurra è un esempio per tutti i nuovi acquisti. Ranocchia ha sempre dimostrato correttezza nei confronti della società e non ha mai attaccato le decisioni degli allenatori, provando di essere affidabile all’interno dello spogliatoio.

PANCHINA – Il carattere umile ma non per questo remissivo permette a Ranocchia di essere un punto di riferimento per i giocatori più giovani anche se Andrea dovesse finire in panchina nel corso di questa stagione. Di certo se non dovesse rientrare negli undici titolari non alzerebbe la voce rischiando di creare spaccature nella squadra, e probabilmente la presenza di una concorrenza all’interno della rosa lo stimolerà a dare il massimo per poter scendere in campo.

PASSATO – I tifosi nerazzurri che non hanno la memoria corta apprezzano sicuramente il difensore di qualche stagione fa, difensore puntuale negli interventi e sicurezza per l’intero reparto. Il vero Ranocchia è quello dell’ultima stagione o il centrale che salvava un gol fatto contro il Bayern Monaco? Se l’Inter lo vendesse non lo scoprirebbe mai. Non è da escludere che l’italiano si renda protagonista di una stagione migliore rispetto a quella dei nuovi innesti, adesso che non è più nel ruolo (a lui forse inadatto) di perno della difesa ma dovrebbe calarsi in quello di comprimario.

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ETA’ E MERCATO – A 27 anni non è ancora tardi per pensare ad un’ulteriore crescita del difensore centrale, ruolo in cui generalmente si raggiunge l’apice intorno ai 29-30 anni. Aspettare un’altra stagione prima di decidere del suo futuro permetterebbe di valutare la sua posizione all’interno della società ed eventualmente aumentare il suo valore di mercato, dato che dopo quest’annata piuttosto deludente rischia di venire ceduto ad un prezzo ridotto.

RINASCITA – Infine la rinascita di Ranocchia sarebbe il simbolo della nuova Inter che torna ad altissimi livelli dopo anni a dir poco difficili. Riuscire a recuperare pienamente un giocatore che è stato (e probabilmente continuerà ad essere) capitano aumenterebbe il morale della tifoseria e dell’intero spogliatoio, ritrovando un difensore di prestigio all’interno di un progetto a lungo termine che ha salvato soltanto pochissimi nomi dell’era Moratti. Se dal Principe è nato un Triplete, da Ranocchia può rinascere l’Inter.

Davide Terraneo

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