Il superamento di un ulteriore step nella fase di approvazione del progetto per la costruzione nel capoluogo lombardo di uno stadio interamente di proprietà milanista, permetterà al team nerazzurro di fare un passo avanti per rendere il Meazza la sua “casa” esclusiva. Lo stadio all’ “inglese” dei cugini rossoneri sorgerà nell’area del Portello adiacente a “Casa Milan”, nuova sede del club da poco più di un anno.

Nonostante siano ancora necessarie le opportune valutazioni urbanistiche e manchi il via libera definitivo da parte del Comune per l’avvio dei lavori, con l’approvazione del Progetto da parte di Fondazione Fiera Milano, l’Inter  potrebbe avviare l’iter per l’ammodernamento e la riqualificazione di San Siro e, tra qualche anno, godersi dunque il Meazza tutto per sé.

A CIASCUNO IL “SUO” – Il rinnovamento delle due società milanesi, rafforzato dall’ingresso di capitali provenienti dall’ Oriente, non può più prescindere dall’avere uno stadio di proprietà, condizione ormai essenziale per poter tornare a competere con le “grandi” d’Europa. Il sistema inglese ha fatto la storia in questo senso attraverso la costruzione di impianti polifunzionali integrati all’interno del tessuto urbano e diventandone il fulcro per il tempo libero di giovani, anziani e famiglie. E’ la Juventus, in Italia che, sotto questo aspetto, può essere considerata il “modello” da imitare.

IL MODELLO OLTRE OCEANO – Il Presidente dell’Inter Thohir che, in America, dopo essere diventato comproprietario del DC United, ha chiesto e ottenuto dal Governo locale l’approvazione per la costruzione di un moderno stadio di proprietà da 25.000 posti, ha le idee ben chiare sul tema: “Costruire e mantenere uno stadio è la priorità per tornare a vincere” aveva dichiarato in quell’occasione e, anche in Italia, ha sempre espresso la convinzione che Inter e Milan, per tornare ad essere vincenti, dovessero “convivere” sul territorio, ma in case separate. Il “Buzzard Point”, struttura polifunzionale di proprietà in grado di riportare il club tra i grandi della Eastern Conference, la sezione est del campionato nazionale statunitense in cui milita il DC United, sorgerà entro il 2017. Anno in cui verosimilmente partiranno i lavori di ristrutturazione dell’impianto di San Siro, recentemente rivalorizzato anche con l’allungamento del percorso della Linea 5 della metropolitana.

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UN NUOVO SAN SIRO – Si parla addirittura di un investimento da 120 milioni di euro. L’intervento strutturale più consistente è quello che prevede l’eliminazione del terzo anello, con la conseguente riduzione della capienza a meno di 60.000 spettatori e la costruzione di ristoranti e negozi accessibili attraverso moderni ascensori. Tra le altre azioni di restyling: il posizionamento delle panchine in mezzo al pubblico “stile Juve” come in molti stadi inglesi, l’eliminazione delle barriere e la riqualificazione delle tribune già esistenti. Alcuni lavori saranno realizzati entro la fine dell’anno in vista della Finale di Champions League che proprio San Siro ospiterà nel 2016, ma l’aspetto del nuovo impianto così come lo ipotizzano i vertici del club milanese sarà pronto, cavilli burocratici permettendo, non prima del 2020.

TRADIZIONE E MODERNITA’ – La dirigenza interista è convinta che il progetto sia fondamentale per poter ottenere capitali da reinvestire e mantenersi tra i “top-club”. Gli introiti provenienti dalla gestione autonoma della struttura ricreativo-sportiva ma anche dal merchandising e da nuove importanti partnership, garantirebbero standard di alto livello necessari per tornare ad essere vincenti.

La volontà è quella di costruire un impianto che coniughi la modernità con la storia e la tradizione del club, un impianto che faccia sentire i suoi tifosi a “casa”, invogliandoli a seguire la squadra da vicino in un suggestivo scenario e a sostenere i giocatori riempiendo uno stadio… 100% nerazzurro.

Chiara Tola

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