“Il ragazzo si farà / anche se ha le spalle strette / quest’altro anno giocherà / con la maglia numero 7”. Non era certo Geoffrey Kondogbia il ragazzo di cui parlava De Gregori nella sua canzone, visto il fisico possente del francese neo acquisto dell’Inter. La casacca storicamente riservata all’ala destra dei nerazzurri è stata indossata da grandissimi flop (Belfodil e Quaresma per dirne due) e campioni indimenticabili: ecco i cinque da cui si spera che il talentino ex Monaco prenda esempio.

5) SALVATORE FRESI – Non proprio il miglior esempio per il giovane Kondogbia, visto che Fresi da promettente difensore centrale quale era considerato da tutti è finito a fare il centrocampista con risultati non del tutto soddisfacenti sotto la guida di Hodgson. La Coppa UEFA vinta nel 1998 (quando già aveva cambiato numero) non basta per farne un grandissimo della storia nerazzurra, ma il presidente Thohir ha voluto ricordarlo in una delle sue prime interviste ci sarà un motivo. Meglio farsi ricordare con un numero 7 ancora più vincente, però.

4) FRANCESCO MORIERO – Velocissimo, abile dribblatore e preciso crossatore. L’Inter di fine ventesimo secolo ha visto buona parte dei suoi gol passare dai piedi del leccese classe ’69, che ha affiancato Ronaldo nelle sue migliori annate nel capoluogo milanese. In tre stagioni dal ’97 al 2000 ha collezionato 56 presenze e 6 reti in campionato, sfornando assist di qualità e mostrando le sue doti balistiche con velenosi tiri dalla distanza. Pagò a caro prezzo l’addio di Simoni e lasciò l’Inter “solo” la Coppa UEFA del ’98 in bacheca e l’impressione che avrebbe potuto fare ancora di più.

3) ALESSANDRO BIANCHI – Ala destra instancabile dell’Inter dei record della stagione 1988-1989, le sue galoppate sulla fascia sono rimaste impresse nella mente di tutti i tifosi nerazzurri. A Milano è rimasto dal 1988 al 1996, giusto in tempo per alzare anche le Coppe UEFA del ’91 e del ’94 e la SuperCoppa del 1989. Nelle ultime annate prima di tornare a Cesena indosserà la casacca numero 14, ma è con la numero 7 che ha scritto pagine indimenticabili della storia del club.

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2) LUIS FIGO – Leggenda del calcio portoghese, Figo è senza dubbio tra i migliori giocatori offensivi del terzo millennio. Pallone d’oro nel 2000 e Fifa World Player nel 2001, ha costruito le sue fortune con le maglie di Barcellona e Real Madrid, per poi arrivare a Milano nel 2005 e vincere quattro scudetti consecutivi fino al definitivo ritiro dall’attività agonistica avvenuto nel 2009. Impossibile rinunciare ad uno come lui anche in società: Figo è ora un importante dirigente e punto di riferimento per l’Inter che sogna di rinascere.

1) JAIR DA COSTA – Quattro campionati italiani, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Si potrebbe presentare in questo modo il calciatore brasiliano che ha scritto con un marchio indelebile il suo nome negli annali della storia dell’Inter nella piovosa sera del 27 maggio 1965, quando un suo tiro rasoterra reso insidioso dal terreno pesante schizzò via dalle mani dal portiere del Benfica per entrare nella rete e decidere di fatto la finale della seconda storica coppa dalle grandi orecchie nerazzurra. Abile contropiedista, la sua velocità era l’arma in più della corazzata di Herrera. 50 anni dopo il numero 7 passa sulle spalle di un ragazzo giovane con caratteristiche completamente differenti, con la speranza che possa regalare soddisfazioni già note. Il ragazzo si farà. E per fortuna non ha le spalle strette.

Davide Terraneo

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