Milano fuori dalle competizioni europee. Non accadeva dalla stagione 1955-56, praticamente sessant’anni fa. Ma Inter e Milan non vogliono piangere sul latte versato e si stanno preparando a un ritorno col botto, tanto da parlare di scudetto. Spezzare l’egemonia della Juventus non sarà affatto facile, ma bisogna perlomeno tornare davanti a Roma, Lazio e Napoli. Le due società sono molto attive sul mercato e hanno dato le chiavi della squadra in mano a due condottieri di livello: Mancini e Mihajlovic. Più navigato il tecnico di Jesi, più grintoso il serbo, ma entrambi decisi a far risorgere il calcio nel capoluogo meneghino. Al momento, tuttavia, l’Inter sembrerebbe avere una marcia in più. Spieghiamo il perché in 5 punti.

1) CAMPAGNA ACQUISTI. Il mercato dell’Inter, finora, è stato più concreto di quello dei cugini: Kondogbia, strappato proprio ai rossoneri, e un forte rafforzamento del reparto più debole, con Murillo, Miranda e Montoya a rimpolpare una difesa traballante. Ancora misterioso l’acquisto di Zukanovic e pieno di speranze il rientro di Biabiany. Il Milan, invece, ha optato per due giovani a centrocampo, Bertolacci e José Mauri, mentre in attacco ha puntato su Bacca e Luiz Adriano. Se l’Inter dovesse completare anche l’attacco con Perisic e uno tra Salah e Jovetic, ci sarebbe una spanna tra le due campagne acquisti. Ma è ancora presto per dirlo.

2) ATTACCO. Davanti non ci sono dubbi: l’Inter può vantare il capocannoniere uscente della serie A, Maurito Icardi, e Rodrigo Palacio come due terminali offensivi. Il Milan risponde con Menez, Cerci, Luiz Adriano e Bacca ma ha perso El Shaarawy. Il discorso è che già per il momento l’attacco dell’Inter sembrerebbe migliore, con l’arrivo dei due innesti citati sopra non ci sarebbe gara (Ibra permettendo).

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3) CENTROCAMPO.  Anche in mezzo al campo l’Inter sembrerebbe avere elementi migliori: Hernanes, Kovacic, Kondogbia, Brozovic, Guarin e Medel non hanno nulla da invidiare ai vari Montolivo, Poli, De Jong, Bonaventura, Mauri e Bertolacci, anzi. Ah già, il Milan ha anche Honda…

4) DIFESA. Lo scorso campionato un disastro da entrambi i lati. Due difese da mani nei capelli e troppi gol presi per due club del genere. L’Inter ha cercato subito di rimediare con tre ottimi acquisti (Miranda, Murillo e Montoya), il Milan, invece, non si è ancora mosso su quel fronte, ma almeno non ha più Bonera.

5) MANCINI. Vediamo ora la panchina: il maestro (Mancio) contro l’allievo (Sinisa). L’esperienza e la calma contro il pugno di ferro e la determinazione. La sfida tra le due panchine sarà interessante, ma anche in questo settore l’Inter parte avvantaggiata: Mancini ha già avuto 6 mesi di rodaggio per capire il nuovo ambiente e si trova alla guida di una squadra che ha già avuto in passato. L’esperienza sia a livello di carriera che di ritorno in un club può fare la differenza.

Federico Gianquintieri

 

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