A volte ritornano. Jonathan Biabiany, calciatore francese classe 1988, dopo il trasferimento nel 2011 alla Sampdoria e poi al Parma, con cui ha trascorso tre stagioni, è tornato alla “base”. Era già accaduto nel 2010 quando tornò in nerazzurro dopo aver indossato le maglie di Chievo, Modena e sempre Parma. Per lui le voci parlano di una possibile cessione con la formula del prestito che gli permetta di ritrovare la condizione fisica ottimale. Per quali motivi l’Inter dovrebbe invece trattenerlo a Milano e non cederlo?

VELOCITA’ E VERSATILITA’ – In quanto a velocità, ben pochi altri, non solo in Italia, possono essere paragonati a lui. Bibiany può inoltre essere utilizzato in diversi ruoli. Negli anni è stato impiegato come seconda punta, come centrocampista e anche in qualità di attaccante ai tempi della Samp. Potrebbe rivelarsi un valido supporto, proprio grazie alla sua tecnica e velocità, soprattutto in fase di recupero.

BUON RAPPORTO CON MANCINI – Il francese sembra seriamente intenzionato a rimettersi alle volontà dell’allenatore di Jesi dal quale è già stato allenato. Ingaggiato nell’Inter nel 2004, fu proprio Roberto Mancini a farlo esordire in prima squadra nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia. Un onore, parole sue, ritrovare il “Mancio” dopo 9 anni.

ESPERIENZA – Biabiany raggiunge Milano dopo essersi svincolato dal Parma a causa del fallimento della società emiliana firmando un contratto quadriennale. Classe 1988, il giocatore di origine guadalupensi, cresciuto nella primavera dell’Inter accanto a Mario Balottelli, passa al Modena, al Parma e, dopo la seconda fase in nerazzurro, si trasferisce a Genova. Con la maglia blucerchiata gioca forse la sua peggior stagione: 1 solo gol in 16 partite nell’anno in cui la squadra retrocede in Serie B. L’Inter, in cui ha ben giocato nei mesi della gestione Benitez, costituisce per lui la “grande squadra” in cui rilanciarsi.

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LA SUA CASA – Nonostante i mesi di stop e l’arrivo al Milan, sfumato proprio a causa dei suoi problemi fisici, Biabiany ha definito l’Inter la sua “famiglia”, la sua “casa”. Con la Società è cresciuto vincendo uno scudetto con la Primavera e si è affermato. Nel 2010, ha vinto una Super Coppa Italiana e un Mondiale per Club grazie anche a una sua rete siglata durante la finale conclusa 3-0 contro il Mazembe.

UNA NUOVA SFIDA – Non ha mai pensato di lasciare il calcio neanche quando, nel settembre 2014, le visite mediche gli riscontano dei problemi al cuore che lo costringono a stare fermo per alcuni mesi. Dopo le cure e il via libera per il ritorno all’attività agonistica, si allena con determinazione per ritrovare la migliore condizione. “Non ho mai avuto paura di tornare a giocare”, ha dichiarato qualche giorno fa il francese alla stampa dopo aver raggiunto i compagni a Riscone Brunico. Chissà che il riscatto personale del numero 11, questa la maglia scelta per l’annata 2015-2016, non corrisponda a quella dell’intera squadra.

Chiara Tola

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